Era un ragazzo che come noi amava i Beatles e i Rolling Stones... Giancarlo Antognoni era uno della nostra generazione e arrivò a Firenze come un predestinato.
Gioca guardando le stelle, dicevano di lui, elegante, a testa alta esibiva il suo repertorio con la semplicità del campione: destro, sinistro e una corsa da atleta. Incorniciato in quel caschetto di capelli biondi c'era uno sguardo da brava persona.
Era come il figlio che tutti avrebbero voluto. Liedholm gli dette la maglia numero sette ma il suo destino era di essere un "dieci" e lo fu. Come una folgore attraversò il cielo del calcio e da allora il suo nome ha sempre significato Fiorentina. Era un talentuoso che non sapeva dire di no.
Accettò di restare a Firenze anche di fronte a offerte da capogiro. Nella più parte dei suoi anni in viola la società era di poche pretese, forse per questo ha vinto molto meno di quanto avrebbe meritato: solo un secondo posto ed una coppa Italia.
Nell'82 diventò campione del mondo ma una svista dell'arbitro Klein gli negò la gioia del quarto gol contro il Brasile e un maledetto pestone lo costrinse a vivere la finale in panchina con un piede fasciato.
Eppure un tributo alla sfortuna l'aveva già pagato in quel terribile scontro con il portiere Martina. Insomma Giancarlo ha vissuto tutta la sua carriera con uno splendido "futuro alle spalle".
Antonio era destinato a diventare una bandiera e si sa che i padroni del calcio malsopportano le bandiere, così da dirigente non ha mai trovato un ruolo che lo appagasse e che ne rivelasse il valore che poteva esprimere.
Il 31 marzo del 1976 lo convinsi a partecipare ad un "pesce d'aprile" per lanciare Telelibera Firenze. Inducemmo il pubblico a credere che lui fosse sparito. Fu una serata che si rivelò molto più clamorosa di quanto fossero le attese e che si concluse pochi minuti dopo la mezzanotte con un suo angelico annuncio: era uno scherzo, anche perchè oggi è il mio compleanno.
Forse non l'ho mai ringraziato abbastanza. Ma come si diceva era uno di noi ed è rimasto uno di noi, ormai over 70. Buon compleanno campione, buon compleanno capitano, buon compleanno amico nostro.
Gioca guardando le stelle, dicevano di lui, elegante, a testa alta esibiva il suo repertorio con la semplicità del campione: destro, sinistro e una corsa da atleta. Incorniciato in quel caschetto di capelli biondi c'era uno sguardo da brava persona.
Era come il figlio che tutti avrebbero voluto. Liedholm gli dette la maglia numero sette ma il suo destino era di essere un "dieci" e lo fu. Come una folgore attraversò il cielo del calcio e da allora il suo nome ha sempre significato Fiorentina. Era un talentuoso che non sapeva dire di no.
Accettò di restare a Firenze anche di fronte a offerte da capogiro. Nella più parte dei suoi anni in viola la società era di poche pretese, forse per questo ha vinto molto meno di quanto avrebbe meritato: solo un secondo posto ed una coppa Italia.
Nell'82 diventò campione del mondo ma una svista dell'arbitro Klein gli negò la gioia del quarto gol contro il Brasile e un maledetto pestone lo costrinse a vivere la finale in panchina con un piede fasciato.
Eppure un tributo alla sfortuna l'aveva già pagato in quel terribile scontro con il portiere Martina. Insomma Giancarlo ha vissuto tutta la sua carriera con uno splendido "futuro alle spalle".
Antonio era destinato a diventare una bandiera e si sa che i padroni del calcio malsopportano le bandiere, così da dirigente non ha mai trovato un ruolo che lo appagasse e che ne rivelasse il valore che poteva esprimere.
Il 31 marzo del 1976 lo convinsi a partecipare ad un "pesce d'aprile" per lanciare Telelibera Firenze. Inducemmo il pubblico a credere che lui fosse sparito. Fu una serata che si rivelò molto più clamorosa di quanto fossero le attese e che si concluse pochi minuti dopo la mezzanotte con un suo angelico annuncio: era uno scherzo, anche perchè oggi è il mio compleanno.
Forse non l'ho mai ringraziato abbastanza. Ma come si diceva era uno di noi ed è rimasto uno di noi, ormai over 70. Buon compleanno campione, buon compleanno capitano, buon compleanno amico nostro.
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