Una squadra in crisi, l'altra di più. Vista cosi il fascino di Rapid Vienna-Fiorentina sembra in drastico calo, ma l'importanza della gara va oltre i tre punti in palio in un girone dove almeno la Fiorentina è partita con il piede giusto superando 2-0 il Sigma Olomouc. Il Rapid invece è uscito con le ossa rotte venendo travolto 4-1 dal Lech Poznan, non certo il Real Madrid.
A testimonianza delle difficoltà in cui versa l'undici guidato da Stoger che dovrà pure fare a meno del miglior attaccante in rosa, M'buy, infortunato e nemmeno convocato. Possibile addirittura un cambio di modulo con Antiste a fare l'unico riferimento offensivo in un 4-3-3 decisamente più adatto a qualche contropiede rispetto ad una gara impostata sul possesso ed il dominio del gioco.
Sulle fasce Wurmbrand e Radulovic nel tentativo di dargli una mano, difficile che parta titolare Gulliksen, giocatore costato 4 milioni di euro arrivato dal Djurgarden, prezzo che rappresenta un record nella campagna trasferimenti degli austriaci, giusto per parametrare la differenza della rosa con una Fiorentina capace di investire oltre 92 milioni di euro sul mercato.
I soldi però non giocano, non segnano e non difendono. Serve altro. Cura dei dettagli, qualità, determinazione ed un po' di freschezza.
Che verrà data dai molti cambi che Pioli ha in mente: modifiche sulle fasce, con Parisi e Fortini pronti a partire dall'inizio, davanti (Kean nemmeno convocato) ed in difesa dove Comuzzo e Viti sono pronti. Più difficile decifrare il centrocampo con Ndour candidato numero uno e Fagioli che potrebbe tornare in panchina. Sicuramente in porta ancora De Gea.
Martinelli dovrà farsene una ragione, il periodo delicato non permette alternanze, la scelta di rimanere a Firenze potrebbe non essere stata la più corretta. A gennaio, eventualmente, ci sarà tempo per rimediare. La Fiorentina invece deve rimediare decisamente prima una situazione che sta diventando inaccettabile. Partendo, possibilmente, da Vienna.
A testimonianza delle difficoltà in cui versa l'undici guidato da Stoger che dovrà pure fare a meno del miglior attaccante in rosa, M'buy, infortunato e nemmeno convocato. Possibile addirittura un cambio di modulo con Antiste a fare l'unico riferimento offensivo in un 4-3-3 decisamente più adatto a qualche contropiede rispetto ad una gara impostata sul possesso ed il dominio del gioco.
Sulle fasce Wurmbrand e Radulovic nel tentativo di dargli una mano, difficile che parta titolare Gulliksen, giocatore costato 4 milioni di euro arrivato dal Djurgarden, prezzo che rappresenta un record nella campagna trasferimenti degli austriaci, giusto per parametrare la differenza della rosa con una Fiorentina capace di investire oltre 92 milioni di euro sul mercato.
I soldi però non giocano, non segnano e non difendono. Serve altro. Cura dei dettagli, qualità, determinazione ed un po' di freschezza.
Che verrà data dai molti cambi che Pioli ha in mente: modifiche sulle fasce, con Parisi e Fortini pronti a partire dall'inizio, davanti (Kean nemmeno convocato) ed in difesa dove Comuzzo e Viti sono pronti. Più difficile decifrare il centrocampo con Ndour candidato numero uno e Fagioli che potrebbe tornare in panchina. Sicuramente in porta ancora De Gea.
Martinelli dovrà farsene una ragione, il periodo delicato non permette alternanze, la scelta di rimanere a Firenze potrebbe non essere stata la più corretta. A gennaio, eventualmente, ci sarà tempo per rimediare. La Fiorentina invece deve rimediare decisamente prima una situazione che sta diventando inaccettabile. Partendo, possibilmente, da Vienna.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies
