Per la figura del neuropsichiatra infantile la Regione ha già richiesto l'autorizzazione all'assunzione, aperta una graduatoria ed è stato già chiamato il vincitore. Anche se l'assenza di un neuropsichiatra è plausibile in determinati casi e la Regione si è avvalsa dei neuropsichiatri del territorio (fino al 2022 il neuropsichiatra infantile era fornito dal Meyer).
Degli 85 casi degli ultimi cinque anni, sono nove quelli che rientrano nella determina Aifa del 2019 ai quali si riferisce l'ispezione. È quanto emerge dalla seduta della commissione sanità del Consiglio regionale dedicata al Centro per la disforia di genere di Careggi, a cui hanno partecipato, tra gli altri, l'assessore regionale alla Salute, Simone Bezzini, il direttore della direzione regionale sanità Federico Gelli e il direttore dell'Aou Careggi, Daniela Matarrese.
Nella discussione sono emerse richieste di approfondimento dal parte dell'opposizione riguardo, in particolare, all'utilizzo del farmaco (nel quinquennio, 329 confezioni nei vari utilizzi del farmaco, che interessano varie patologie, per poco più di 25.000 euro di costo complessivo), all'età media dei ragazzi ai quali è stato somministrato, all'assenza nella struttura di un neuropsichiatra dell'azienda ospedaliera.
Dalla maggioranza, invece, richieste sui numeri: quanti accessi, quanti ragazzi al di sotto dei 16 anni e quanti usano triptorelina. Gli accessi, è stato ribadito dai vertici sanitari, non sono in aumento.
Il farmaco - è stato sostenuto - non viene fornito con facilità, le famiglie considerano il percorso di Careggi molto approfondito e non ci sono state contestazioni riguardo al suo utilizzo in Toscana.
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