All’evento all’ex Teatro Tenda nessuna bandiera di partito. La strategia è chiara: apparire come un uomo indipendente e non legato alle forze che lo sostengono

Tante persone (circa 1500) ma nemmeno una bandiera di partito. E chissà, magari è proprio questo il manifesto della strategia che Eike Schimdt ha in mente per conquistare Palazzo Vecchio ed espugnare uno degli ultimissimi, apparentemente inattaccabile, fortino della sinistra. Missione complessa. Eppure, se dalla serata di ieri doveva arrivare un segnale, di certo l’ex direttore degli Uffizi può guardare con discreto ottimismo alla propria rincorsa. Entusiasmo, partecipazione, volti non proprio appartenenti al pantheon del centrodestra. Gli elementi per lui incoraggianti insomma non mancano.

Certo, di strada ne dovrà fare parecchia e agli slogan e ai titoli dovrà aggiungere proposte concrete e (soprattutto) credibili. Per il momento infatti, Schmidt si limita a slogan e immagini ad effetto: tramvia da ripensare se non da stoppare; basta finti studentati; Cascine come Central Park; meno multe; bocciatura del restyling del Franchi. Sono questi alcuni dei punti toccati senza che, per il momento, venga spiegato quali siano, nel concreto, le alternative.

Il tratto più interessante della sua strategia però, questo si molto ma molto chiara fin dai mesi scorsi quando ancora non era ufficiale la candidatura, è la volontà di smarcarsi il più possibile dai partiti che lo sosterranno. “Sono un antifascista”, disse tempo fa. “Mi ritengo un uomo di centro molto moderato”. Parole non esattamente in linea, per esempio, con chi (Fratelli d’Italia) ha spinto più di tutti per il suo nome. Una presa di distanza ribadita ieri appunto, in un ex Teatro Tenda privo di qualsiasi bandiera di partito. L’idea è chiara, e comprensibile: in una città da sempre molto legata al centrosinistra e nella quale le forze di destra hanno sempre faticato moltissimo ad imporsi, Eike Schimdt vuole con tutte le sue forze apparire come una persona non legata a quel mondo rimarcando con insistenza il suo essere “civico”. Ci riuscirà? O alla fine il marchio di candidato di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia gli si attaccherà addosso? Difficile dirlo ma di sicuro, da questa sua operazione di “camuffamento”, passano buona parte delle sue speranze. 

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