Sciopero proclamato dalla sigla di base SuddCobas contro "il supersfruttamento alla G Plast, fabbrica di grucce" situata a Mezzana di Prato, nella zona industriale Macrolotto 2. I lavoratori scioperano di domenica, spiega il sindacato, "poiché per loro non esiste giorno di riposo. Da anni sono costretti a turni di 12 ore per sette giorni la settimana per salari indecenti. Molti di loro non hanno neanche un contratto. Inutile parlare di diritti come ferie, malattia, tredicesime. E' la 'solita storia' che combattiamo da anni nel distretto".
Lo sciopero, aggiungono, "andrà avanti fino alla regolarizzazione dei lavoratori" e "già da oggi verrà montato un presidio permanente davanti ai cancelli", anticipa SuddCobas aggiungendo che "ci piacerebbe vedere i nuovi eletti in consiglio comunale venire davanti a questi cancelli".
La produzione di grucce - per appendere gli abiti - secondo stime muoverebbe a Prato ricavi complessivi per 100 milioni di euro e rappresenta un comparto appetibile della filiera del 'pronto moda'. Ma altre volte la sigla di base ha denunciato le condizioni di sfruttamento dei lavoratori, solitamente stranieri.
Nel 2022, ricorda la stessa nota, "durante lo sciopero di operai di altre aziende produttrici di grucce - Digi, Ruentex e Meta - presentammo un esposto che ricostruiva puntualmente la filiera del supersfruttamento nel settore delle grucce e l'allora esistenza di un 'cartello' fondato su racket e supersfruttamento".
SuddCobas ha inoltre evidenziato che "nelle ultime settimane si è tornati a parlare delle trame criminali che attanagliano la filiera produttiva delle grucce, tra racket e violenze per il controllo del mercato. L'occasione è stata l'arresto del comandante dei Carabinieri di Prato Turini, accusato di rapporti basati sulla corruzione con imprenditori cinesi ed italiani del distretto. L'indagine su Turini sembra essere partita proprio dalle intercettazioni della Dda per fare luce sulla 'guerra della grucce' che ha visto numerosi episodi di violenza criminale".
Lo sciopero, aggiungono, "andrà avanti fino alla regolarizzazione dei lavoratori" e "già da oggi verrà montato un presidio permanente davanti ai cancelli", anticipa SuddCobas aggiungendo che "ci piacerebbe vedere i nuovi eletti in consiglio comunale venire davanti a questi cancelli".
La produzione di grucce - per appendere gli abiti - secondo stime muoverebbe a Prato ricavi complessivi per 100 milioni di euro e rappresenta un comparto appetibile della filiera del 'pronto moda'. Ma altre volte la sigla di base ha denunciato le condizioni di sfruttamento dei lavoratori, solitamente stranieri.
Nel 2022, ricorda la stessa nota, "durante lo sciopero di operai di altre aziende produttrici di grucce - Digi, Ruentex e Meta - presentammo un esposto che ricostruiva puntualmente la filiera del supersfruttamento nel settore delle grucce e l'allora esistenza di un 'cartello' fondato su racket e supersfruttamento".
SuddCobas ha inoltre evidenziato che "nelle ultime settimane si è tornati a parlare delle trame criminali che attanagliano la filiera produttiva delle grucce, tra racket e violenze per il controllo del mercato. L'occasione è stata l'arresto del comandante dei Carabinieri di Prato Turini, accusato di rapporti basati sulla corruzione con imprenditori cinesi ed italiani del distretto. L'indagine su Turini sembra essere partita proprio dalle intercettazioni della Dda per fare luce sulla 'guerra della grucce' che ha visto numerosi episodi di violenza criminale".
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