La Repubblica Firenze questa mattina scrive che nell’attività di indagine portata avanti dalla procura di Prato per far luce sulla scomparsa della sex worker Denisa Maria Adas gli inquirenti di Prato stanno passando al setaccio un’immensa quantità di immagini riprese dalle videocamere di sorveglianza della zona intorno al residence di via Ferrucci (presso il quale la giovane aveva preso alloggio) e le strade limitrofe.
Ma sono centinaia le videocamere di sicurezza installate a Prato di cui la procura si serve quotidianamente nella propria attività, che però, riporta il quotidiano, hanno un problema: visionare le immagini registrate si sta rivelando essere un procedimento eccessivamente lungo dato che il software utilizzato è piuttosto lento.
Per questo motivo il procuratore capo Luca Tescaroli ha indirizzato una lettera alla Regione Toscana, alla sindaca di Prato Ilaria Bugetti e alla prefetta di Prato Michela La Iacona affinché il sistema di videosorveglianza cittadino venga potenziato attraverso un aumento del numero delle telecamere e l’utilizzo di una tecnologia più efficiente come la lettura automatica della targa.
Ma sono centinaia le videocamere di sicurezza installate a Prato di cui la procura si serve quotidianamente nella propria attività, che però, riporta il quotidiano, hanno un problema: visionare le immagini registrate si sta rivelando essere un procedimento eccessivamente lungo dato che il software utilizzato è piuttosto lento.
Per questo motivo il procuratore capo Luca Tescaroli ha indirizzato una lettera alla Regione Toscana, alla sindaca di Prato Ilaria Bugetti e alla prefetta di Prato Michela La Iacona affinché il sistema di videosorveglianza cittadino venga potenziato attraverso un aumento del numero delle telecamere e l’utilizzo di una tecnologia più efficiente come la lettura automatica della targa.
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