Un appello ai fiorentini, e non soltanto a loro, per sostenere il Serafico di Assisi e contribuire al percorso di crescita dei bambini e dei ragazzi con disabilità. A lanciarlo è Francesco Capecchi, titolare di Firenze Manutenzioni, che racconta un legame di solidarietà nato in famiglia e portato avanti da quasi vent’anni.
«Prima mio padre, poi io: da quasi vent’anni facciamo puntualmente una donazione al Serafico di Assisi», spiega Capecchi. Un impegno che oggi vuole condividere, invitando altre persone a conoscere e sostenere la realtà umbra, con un’attenzione particolare all’avvicinarsi delle festività natalizie.
«Donare al Serafico di Assisi vuol dire dare a questi ragazzi la possibilità di crescere e di diventare sempre più autonomi», sottolinea. Al centro del suo messaggio ci sono i bambini sordociechi e il valore di un aiuto capace di accompagnarli nella vita quotidiana e nel loro percorso verso una maggiore autonomia.
Per Capecchi il tema ha anche una dimensione profondamente personale. «Io ne so qualcosa perché ho un bambino disabile», racconta. Un’esperienza che rende particolarmente sentita la sua vicinanza ai ragazzi e alle famiglie sostenute dall’istituto.
Da qui l’invito a trasformare la sensibilità in un gesto concreto: «Chiedo ai fiorentini, e anche oltre ai fiorentini, di avvicinarsi a questa istituzione». Un appello che guarda al Natale come occasione per aiutare, ma che nasce da un impegno mantenuto nel tempo.
Il senso del suo messaggio è racchiuso nella frase conclusiva: «Nel sorriso di un bambino aiutato c’è la vita del mondo».
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