Come riporta stamani La Nazione, anche per il 2025 il trend degli sfratti si conferma in crescita, almeno secondo le previsioni per l’ultima parte dell’anno. A lanciare l’allarme, scrive il quotidiano, è il Sicet, che commentando il dato degli sfratti in città conferma che l’andamento dovrebbe essere coerente con quello dell’anno scorso.
Come riportato da La Nazione, la causa principale degli sfratti è e rimane il mancato pagamento del canone di affitto, anche se sta aumentando la quota degli sfratti disposti per termine della locazione (cioè quando l’inquilino non lascia l’immobile al momento della cessazione del contratto).
La situazione, in una città come Firenze in cui il mercato immobiliare è sottoposto ad una pressione altissima, è resa ancor più difficile dal fatto che le alternative a buon mercato sono molto difficili da trovare (per non dire che non ci sono), così in molti rischiano di trovarsi senza alternative.
Nel corso degli ultimi sei anni, riporta il quotidiano, il mercato degli affitti in città ha subìto una profonda trasformazione, dovuta sia alla diminuzione delle forme contrattuali più lunghe, come i contratti a canone concordato, sia all’aumento vertiginoso dei prezzi, che negli ultimi anni ha portato ad una vera e propria impennata del costo degli affitti.
Inoltre sta cambiando anche la tendenza dei proprietari, che sempre meno volentieri adottano come forma di locazione quella più lunga, che comporta rischi non da poco nel caso in cui l’inquilino non intenda lasciare l’appartamento, adottando la formula dell’affitto breve.
Per ovviare alla situazione gli enti locali possono e devono investire sull’edilizia residenziale pubblica (gli alloggi Erp), da ristrutturare e assegnare, e sul contributo affitti.
Come riportato da La Nazione, la causa principale degli sfratti è e rimane il mancato pagamento del canone di affitto, anche se sta aumentando la quota degli sfratti disposti per termine della locazione (cioè quando l’inquilino non lascia l’immobile al momento della cessazione del contratto).
La situazione, in una città come Firenze in cui il mercato immobiliare è sottoposto ad una pressione altissima, è resa ancor più difficile dal fatto che le alternative a buon mercato sono molto difficili da trovare (per non dire che non ci sono), così in molti rischiano di trovarsi senza alternative.
Nel corso degli ultimi sei anni, riporta il quotidiano, il mercato degli affitti in città ha subìto una profonda trasformazione, dovuta sia alla diminuzione delle forme contrattuali più lunghe, come i contratti a canone concordato, sia all’aumento vertiginoso dei prezzi, che negli ultimi anni ha portato ad una vera e propria impennata del costo degli affitti.
Inoltre sta cambiando anche la tendenza dei proprietari, che sempre meno volentieri adottano come forma di locazione quella più lunga, che comporta rischi non da poco nel caso in cui l’inquilino non intenda lasciare l’appartamento, adottando la formula dell’affitto breve.
Per ovviare alla situazione gli enti locali possono e devono investire sull’edilizia residenziale pubblica (gli alloggi Erp), da ristrutturare e assegnare, e sul contributo affitti.
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