"Le inchieste sulle stragi di mafia ancora aperte saranno chiuse nel 2025". Lo ha detto il procuratore capo di Firenze Filippo Spiezia nel corso di un incontro con i giornalisti per gli auguri di Natale.
Per la strage dei Georgofili, le autobombe in via Palestro a Milano, alla basilica di San Giorgio al Velabro a Roma la tentata strage dei carabinieri allo stadio Olimpico, sono stati già condannati Toto Riina, Leoluca Bagarella, i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano, Bernardo Provenzano, Matteo Messina Denaro e Giovanni Brusca. Ma dagli anni Novanta, le indagini sui presunti mandanti occulti non si sono mai fermate e hanno portato alla iscrizione di Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri. L'inchiesta archiviata per quattro volte, è stata riaperta dai pm Luca Turco (tra due giorni in pensione) e Luca Tescaroli (attuale procuratore capo di Prato) e ora è diretta da Lorenzo Gestri.
Un altro fascicolo è quello della presunta partecipazione di una donna all'attentato del 27 luglio 1993 a Milano. Su questo fronte gli inquirenti fiorentini perquisirono e interrogarono una 57enne, che negò di essere la misteriosa bionda che avrebbe portato la Fiat Punto imbottita di esplosivo in via Palestro a Milano il 27 luglio 1993.
Un'altra inchiesta coinvolge il generale del Ros Mario Mori, ex capo del Ros ed ex direttore del Sisde: è accusato di associazione mafiosa e associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico perché, secondo i magistrati fiorentini "pur avendone l'obbligo giuridico, non avrebbe impedito mediante doverose segnalazioni e denunce all'autorità giudiziaria, ovvero con l'adozione di autonome iniziative investigative e preventive, gli eventi stragisti di cui aveva avuto anticipazioni", poi verificatisi a Firenze, Roma e Milano, nonchè il fallito attentato allo stadio Olimpico.
Per la strage dei Georgofili, le autobombe in via Palestro a Milano, alla basilica di San Giorgio al Velabro a Roma la tentata strage dei carabinieri allo stadio Olimpico, sono stati già condannati Toto Riina, Leoluca Bagarella, i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano, Bernardo Provenzano, Matteo Messina Denaro e Giovanni Brusca. Ma dagli anni Novanta, le indagini sui presunti mandanti occulti non si sono mai fermate e hanno portato alla iscrizione di Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri. L'inchiesta archiviata per quattro volte, è stata riaperta dai pm Luca Turco (tra due giorni in pensione) e Luca Tescaroli (attuale procuratore capo di Prato) e ora è diretta da Lorenzo Gestri.
Un altro fascicolo è quello della presunta partecipazione di una donna all'attentato del 27 luglio 1993 a Milano. Su questo fronte gli inquirenti fiorentini perquisirono e interrogarono una 57enne, che negò di essere la misteriosa bionda che avrebbe portato la Fiat Punto imbottita di esplosivo in via Palestro a Milano il 27 luglio 1993.
Un'altra inchiesta coinvolge il generale del Ros Mario Mori, ex capo del Ros ed ex direttore del Sisde: è accusato di associazione mafiosa e associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico perché, secondo i magistrati fiorentini "pur avendone l'obbligo giuridico, non avrebbe impedito mediante doverose segnalazioni e denunce all'autorità giudiziaria, ovvero con l'adozione di autonome iniziative investigative e preventive, gli eventi stragisti di cui aveva avuto anticipazioni", poi verificatisi a Firenze, Roma e Milano, nonchè il fallito attentato allo stadio Olimpico.
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