Frequentata giornalmente da decine di migliaia di persone ma paradossalmente in stato di semiabbandono: mancano i servizi, non c’è biglietteria e il tema della sicurezza sta diventando sempre più urgente.
Come scrive stamani il Corriere Fiorentino, cittadini, associazioni, studenti, e lavoratori hanno scritto una lettera a Regione e Fs per trovare una soluzione ai molti problemi che tormentano la stazione di Rifredi, porta di accesso alla città per chi arriva da ovest e punto di riferimento per chi lavora nel quartiere.
A cominciare dalla sicurezza, tema già emerso nei mesi scorsi e sempre al centro dell’attenzione, specialmente a Firenze dove, anche complici le regionali alle porte, ha acquisito centralità nel dibattito pubblico il tema del Cpr. Alla stazione c’è solo un presidio della polizia, insufficiente a garantire a pieno la sicurezza degli utenti.
Ma nel mirino ci sono anche l’accessibilità, dato che mancano gli ascensori per le persone a mobilità ridotta, e l’utilizzabilità. E manca anche la biglietteria fisica, dato che è rimasta solo quella automatica.
Per questo la società civile torna a mobilitarsi per chiedere un intervento deciso delle istituzioni e dare un nuovo corso a quella che, a conti fatti, è la terza stazione toscana più frequentata.
Come scrive stamani il Corriere Fiorentino, cittadini, associazioni, studenti, e lavoratori hanno scritto una lettera a Regione e Fs per trovare una soluzione ai molti problemi che tormentano la stazione di Rifredi, porta di accesso alla città per chi arriva da ovest e punto di riferimento per chi lavora nel quartiere.
A cominciare dalla sicurezza, tema già emerso nei mesi scorsi e sempre al centro dell’attenzione, specialmente a Firenze dove, anche complici le regionali alle porte, ha acquisito centralità nel dibattito pubblico il tema del Cpr. Alla stazione c’è solo un presidio della polizia, insufficiente a garantire a pieno la sicurezza degli utenti.
Ma nel mirino ci sono anche l’accessibilità, dato che mancano gli ascensori per le persone a mobilità ridotta, e l’utilizzabilità. E manca anche la biglietteria fisica, dato che è rimasta solo quella automatica.
Per questo la società civile torna a mobilitarsi per chiedere un intervento deciso delle istituzioni e dare un nuovo corso a quella che, a conti fatti, è la terza stazione toscana più frequentata.
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