A quarant'anni di distanza dall'attentato li investigatori puntano a fare definitivamente luce sulla vicenda nella quale persero la vita 16 persone

Per la strage del Rapido 904, di cui ricorre il quarantesimo anniversario il 23 dicembre prossimo, la procura di Firenze ha fatto acquisire "atti dei Servizi declassificati presso l'archivio storico di Roma e anche atti presso varie autorità giudiziarie". Lo ha reso noto oggi il procuratore di Firenze Filippo Spiezia spiegando che a "40 anni di distanza" dall'attentato del 1984 "stiamo ancora lavorando".
    
L'inchiesta fiorentina su quella che è conosciuta anche come la 'strage di Natale' - 16 morti e 267 feriti tra i passeggeri del treno partito da Napoli e diretto a Milano a bordo del quale il 23 dicembre 1984 esplose un ordigno mentre il convoglio viaggiava nella galleria Direttissima tra Vernio e San Benedetto Val di Sambro, sull'Appennino tosco-emiliano, tra Firenze e Bologna -, è coordinata dal pm Antonino Nastasi e condotta dal Ros. Gli accertamenti, ha spiegato ancora Spiezia, mirano a individuare altri presunti mandanti ed esecutori dell'attentato. Entro la primavera prossima la procura attende "una corposa informativa dei Ros".

    
La nuova inchiesta sulla strage del rapido 904 è stato aperta nei mesi scorsi per accertare l'eventuale esistenza di un'area che legherebbe Pippo Calò, tra i condannati in via definitiva per l'attentato del 23 dicembre 1984, all'estrema destra e ad esponenti dei servizi segreti. In particolare, se nella fase ideativa e deliberativa dell'attentato vi siano state aderenze di ulteriori esponenti della destra eversiva (in aggiunta alle figure già emerse in precedenti processi ed indagini) e di appartenenti ai servizi segreti dell'epoca. Obiettivo inoltre è quello di accertare chi abbia fornito l'esplosivo utilizzato, del tipo semtex.
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