La straziante lettera del padre della giovane ragazza che lo scorso 22 aprile si è tolta la vita

Sono parole cariche di dolore, raccolte e diffuse dall’associazione sindacale dei carabinieri Unarma, quelle del padre della giovane allieva 25enne della Scuola marescialli di Firenze che lo scorso 22 aprile si è tolta la vita sparandosi con la pistola di ordinanza. La ragazza, 25 anni, faceva parte del secondo battaglione e stava per concludere il secondo anno di corso. Aveva buoni voti, ma, come raccontato dai genitori, da tempo soffriva gli schemi rigidi della vita militare e le regole impartite dai superiori. La straziante lettera riportata stamani anche da Repubblica Firenze:

"Se un’istituzione dà più valore alle formalità che alla formazione e crescita personale dell’individuo conduce al fallimento. Lei ha fatto una scelta che nessuno potrà mai comprendere, ma la società nella quale viviamo, le istituzioni che noi serviamo con lealtà e onore, hanno il dovere di interrogarsi continuamente sullo stato di salute mentale del proprio personale. Vogliamo manifestare la nostra totale disapprovazione nei confronti di un sistema costituito da gerarchi inseriti in un contesto che non manifesta valori umani"
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