Numerosi gli interventi di messa in sicurezza del territorio bagnato dall’Arno, ma l’attenzione è rivolta anche verso il reticolo minore

Come scrive stamani La Nazione, il violento acquazzone che lunedì ha colpito Firenze e diversi comuni della cintura metropolitana ha fatto scattare il primo campanello d’allarme. L’autunno è ormai alle porte, la bella stagione lascia il posto alle piogge e il territorio fiorentino si prepara a fare i conti con le ondate di maltempo, che già hanno colpito altre zone della Toscana (basti pensare all’isola d’Elba).

Lungo il corso del fiume Arno, attenzionato speciale anche solo per le dimensioni e la portata, sono diverse le opere, esistenti o in fase di realizzazione o progettazione, che servono per proteggere il territorio e la popolazione dai fenomeni più estremi: dalla cassa di espansione al parco dei Renai a Signa a quelle di Prulli, Leccio, Pizziconi e Restone (dove i lavori, che procedono per lotti, sono stati parzialmente completati mentre per altri progetti si sta procedendo spediti a conclusione, finanziamento e progettazione).

A coordinare l’attività di progettazione, realizzazione e gestione il Consorzio di Bonifica del medio Valdarno e l’Autorità di distretto dell’Appennino settentrionale, che tengono sotto controllo anche i corsi del reticolo minore come la Sieve, che la scorsa primavera furono tra i protagonisti delle esondazioni che colpirono il territorio.


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