Nel 2023 i prestiti bancari in Toscana sono diminuiti: secondo quanto rilevato dalla Banca d'Italia nel suo rapporto dedicato all'economia regionale, presentato oggi a Firenze, alla conferma del trend negativo per le imprese (-3,6% a dicembre) si somma il calo registrato per gli impieghi alle famiglie consumatrici (-0,4%), determinato dalla netta flessione dei mutui. Tali tendenze si accentuano a marzo 2024 (-4,2% le imprese, -0,5% le famiglie).
Alla contrazione dei prestiti alle imprese, affermano i ricercatori di Bankitalia - hanno contribuito sia la minore apertura di nuovi rapporti sia soprattutto la riduzione del credito per le relazioni già in essere. "La riduzione deriva soprattutto dal lato della domanda", spiega Silvia Del Prete, economista della sede di Firenze, secondo cui le imprese "hanno domandato meno prestiti perché hanno conseguito margini reddituali soddisfacenti, e la loro liquidità è rimasta elevata: dal punto di vista della solidità finanziaria le imprese si sono irrobustite negli anni post-crisi precedenti".
In un contesto di restrizione monetaria, a fronte di una domanda di nuovi finanziamenti ancora debole, secondo Bankitalia) le condizioni di offerta sono rimaste improntate alla cautela. Il deterioramento del credito si è mantenuto su livelli ancora storicamente contenuti (1,9% il tasso a dicembre 2023, 2,2% a marzo 2024), mentre la quota dei finanziamenti in bonis alle imprese per i quali si è registrato un aumento significativo del rischio è lievemente cresciuta.
Alla contrazione dei prestiti alle imprese, affermano i ricercatori di Bankitalia - hanno contribuito sia la minore apertura di nuovi rapporti sia soprattutto la riduzione del credito per le relazioni già in essere. "La riduzione deriva soprattutto dal lato della domanda", spiega Silvia Del Prete, economista della sede di Firenze, secondo cui le imprese "hanno domandato meno prestiti perché hanno conseguito margini reddituali soddisfacenti, e la loro liquidità è rimasta elevata: dal punto di vista della solidità finanziaria le imprese si sono irrobustite negli anni post-crisi precedenti".
In un contesto di restrizione monetaria, a fronte di una domanda di nuovi finanziamenti ancora debole, secondo Bankitalia) le condizioni di offerta sono rimaste improntate alla cautela. Il deterioramento del credito si è mantenuto su livelli ancora storicamente contenuti (1,9% il tasso a dicembre 2023, 2,2% a marzo 2024), mentre la quota dei finanziamenti in bonis alle imprese per i quali si è registrato un aumento significativo del rischio è lievemente cresciuta.
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