Balordi, aggressioni e pericoli, i conducenti cercano di evitare il più possibile di lavorare di sera, troppi i rischi per la sicurezza

L’aggressione subita da un’autista della tramvia nella serata di sabato, quando un uomo si è introdotto nella cabina della conducente di fatto sequestrandola per diverso tempo fino all’arrivo delle forze dell’ordine ha riacceso i riflettori sulla questione della sicurezza degli autisti del trasporto pubblico locale a Firenze.

Per la quale, tra l’altro, La Nazione stamattina riporta che è stato indetto uno sciopero di quattro ore per questa sera dalle 21 fino al termine del servizio.

Proprio l’orario al centro delle maggiori preoccupazioni del personale viaggiante, tanto che molti conducenti, specialmente donne, preferiscono non lavorare di sera rinunciando quindi alla maggiorazione, tale è il livello di preoccupazione.

Il quotidiano questa mattina raccoglie le testimonianze di diversi autisti della tramvia, che hanno raccontato una generale “fuga” dai turni serali e notturni, dato che è proprio in quell’orario che si concentra la maggior parte dei rischi per la sicurezza.

L’aggressione all’autista sabato sera è stata solo l’ultimo episodio di violenza contro il personale, scrive il quotidiano, al quale uno dei conducenti intervistati ricorda l’episodio di questa estate, quando un autista fu preso a bottigliate al capolinea.

Dopo le 22, riferisce a La Nazione uno degli intervistati, la situazione diventa piuttosto difficoltosa e pericolosa, dato che sui mezzi cominciano a salire soggetti poco raccomandabili o in stato di alterazione, che si comportano in maniera sconveniente -per usare un eufemismo- e dai quali è bene guardarsi.

L’attivazione del servizio della poltramvia ha sicuramente migliorato la situazione della sicurezza, ma le criticità permangono, dato che, aggiunge La Nazione, il servizio viene effettuato il più delle volte in specifiche fasce orarie e tratte.

Ma i nodi più pericolosi del sistema tramviario fiorentino sono noti, per la T2 la zona di Novoli e per la T1 la stazione, Valfonda, Paolo Uccello, le Cascine e Alamanni.

Così, conclude l’autista sentito dal quotidiano, quel che serve è un cambio di passo e un “nuovo approccio” al servizio di controllo e trasporto. “Lavorare così diventa ogni giorno più difficile”.


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