"Firenze culla dello sfruttamento": questo era scritto in uno striscione esposto oggi sotto il David di Michelangelo, alla Galleria dell'Accademia di Firenze, nell'ambito della protesta dei lavoratori degli appalti nei beni culturali della città. Lo striscione, che parafrasava 'Firenze culla del Rinascimento' con quest'ultima parola in parte cancellata per far posto a "sfruttamento" è stato esposto per un minuto circa e poi rimosso dagli stessi partecipanti all'iniziativa.
Lo stesso striscione era stato esposto sempre oggi, ma prima, nel piazzale degli Uffizi dove era stato preannunciato il presidio di protesta organizzato da Usb Firenze e Workers in Florence, per gli addetti in subappalto con l'azienda Dussmann, per protestare contro le condizioni di lavoro. I lavoratori avevano già organizzato una protesta nel piazzale degli Uffizi lo scorso 19 luglio, ma, così in una nota diffusa nei giorni scorsi, "nulla è cambiato: le condizioni lavorative sono immutate. Per questo scendiamo nuovamente in piazza, proprio nel giorno di gratuità dei musei statali, per ricordare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che garantiscono i servizi essenziali in queste giornate".
I lavoratori rivendicano "il riconoscimento delle maggiorazioni domenicali, chiarimenti sul mancato raggiungimento delle ore settimanali da contratto e sul mancato pagamento degli straordinari e l'applicazione del contratto Federculture, che garantisce salari dignitosi e maggiori diritti, in linea con le recenti applicazioni di questo contratto in molti musei civici italiani, Firenze compresa".
Lo stesso striscione era stato esposto sempre oggi, ma prima, nel piazzale degli Uffizi dove era stato preannunciato il presidio di protesta organizzato da Usb Firenze e Workers in Florence, per gli addetti in subappalto con l'azienda Dussmann, per protestare contro le condizioni di lavoro. I lavoratori avevano già organizzato una protesta nel piazzale degli Uffizi lo scorso 19 luglio, ma, così in una nota diffusa nei giorni scorsi, "nulla è cambiato: le condizioni lavorative sono immutate. Per questo scendiamo nuovamente in piazza, proprio nel giorno di gratuità dei musei statali, per ricordare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che garantiscono i servizi essenziali in queste giornate".
I lavoratori rivendicano "il riconoscimento delle maggiorazioni domenicali, chiarimenti sul mancato raggiungimento delle ore settimanali da contratto e sul mancato pagamento degli straordinari e l'applicazione del contratto Federculture, che garantisce salari dignitosi e maggiori diritti, in linea con le recenti applicazioni di questo contratto in molti musei civici italiani, Firenze compresa".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














