Anche Uil Scuola Toscana in una nota prende posizione contro i tagli e il dimensionamento disposti dalla Regione per le scuole. Una decisione sofferta che a Firenze sta facendo molto discutere per le consgeuenze che avrà sul liceo classico Michelangiolo, che rischia l'accorpamento.
"Chiediamo al presidente Giani di difendere con forza l'autonomia scolastica e di non cedere alle logiche di risparmio che danneggiano la qualità dell'istruzione. Pur consapevoli della difficoltà invitiamo docenti, personale Ata, studenti e famiglie a unirsi in questa battaglia per fermare questo piano scellerato" scrive il sindacato.
"A seguito della delibera adottata dalla Giunta regionale il 27 ottobre, la Toscana vedrà la chiusura di 16 istituti scolastici. La Legge di bilancio 2023 ha imposto alle regioni un processo di accorpamento forzoso delle scuole, tema sul quale come Uil Scuola Toscana abbiamo sollevato fin da subito forti preoccupazioni, denunciando il rischio di un impoverimento dell'offerta formativa e della qualità dei servizi scolastici, con evidenti danni occupazionali" scrive Uil Scuola.
"La scuola è il futuro dei nostri figli, e non permetteremo che venga sacrificata sull'altare di tagli che non guardano alla qualità dell'istruzione - riprende il sindacato -. È il momento di alzare la voce, di difendere con forza la nostra scuola pubblica, di proteggere i diritti degli studenti e dei lavoratori della scuola. La Toscana ha sempre dimostrato di saper lottare per la giustizia e per la dignità dell'istruzione. Ora è il momento di farlo ancora".
Il sindacato infine ricorda che: "Tuttavia, inaspettatamente e imprevedibilmente, con la delibera del 27 ottobre, la Giunta regionale ha ceduto alle pressioni del Ministero, approvando l'accorpamento di 16 istituti scolastici, distribuiti tra le province di Lucca 4, Massa Carrara 3, Pistoia 3, Firenze 2, Grosseto 2 e Siena 2, basandosi su criteri numerici legati alla popolazione scolastica. Questa decisione, oltre a non rispettare la specificità dei territori - conclude la Uil scuola Toscana -, rappresenta una grave sconfitta, oltre che per la nostra stessa Regione, per la scuola toscana e un'ulteriore ferita alle scuole periferiche. Si tratta infatti di criteri che a nostro avviso neppure rispondono agli stessi obbiettivi fissati aumentando la disomogeneità delle nostre scuole. La Uil Scuola Toscana esprime fermo dissenso nei confronti di questa decisione e chiede alla Regione di fare un passo indietro tornando sulle proprie posizioni".
"Chiediamo al presidente Giani di difendere con forza l'autonomia scolastica e di non cedere alle logiche di risparmio che danneggiano la qualità dell'istruzione. Pur consapevoli della difficoltà invitiamo docenti, personale Ata, studenti e famiglie a unirsi in questa battaglia per fermare questo piano scellerato" scrive il sindacato.
"A seguito della delibera adottata dalla Giunta regionale il 27 ottobre, la Toscana vedrà la chiusura di 16 istituti scolastici. La Legge di bilancio 2023 ha imposto alle regioni un processo di accorpamento forzoso delle scuole, tema sul quale come Uil Scuola Toscana abbiamo sollevato fin da subito forti preoccupazioni, denunciando il rischio di un impoverimento dell'offerta formativa e della qualità dei servizi scolastici, con evidenti danni occupazionali" scrive Uil Scuola.
"La scuola è il futuro dei nostri figli, e non permetteremo che venga sacrificata sull'altare di tagli che non guardano alla qualità dell'istruzione - riprende il sindacato -. È il momento di alzare la voce, di difendere con forza la nostra scuola pubblica, di proteggere i diritti degli studenti e dei lavoratori della scuola. La Toscana ha sempre dimostrato di saper lottare per la giustizia e per la dignità dell'istruzione. Ora è il momento di farlo ancora".
Il sindacato infine ricorda che: "Tuttavia, inaspettatamente e imprevedibilmente, con la delibera del 27 ottobre, la Giunta regionale ha ceduto alle pressioni del Ministero, approvando l'accorpamento di 16 istituti scolastici, distribuiti tra le province di Lucca 4, Massa Carrara 3, Pistoia 3, Firenze 2, Grosseto 2 e Siena 2, basandosi su criteri numerici legati alla popolazione scolastica. Questa decisione, oltre a non rispettare la specificità dei territori - conclude la Uil scuola Toscana -, rappresenta una grave sconfitta, oltre che per la nostra stessa Regione, per la scuola toscana e un'ulteriore ferita alle scuole periferiche. Si tratta infatti di criteri che a nostro avviso neppure rispondono agli stessi obbiettivi fissati aumentando la disomogeneità delle nostre scuole. La Uil Scuola Toscana esprime fermo dissenso nei confronti di questa decisione e chiede alla Regione di fare un passo indietro tornando sulle proprie posizioni".
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