E la voglia di vedere Atene viola

A fare l'inviata a un evento come una finale europea si dorme poco (e si mangia meno). Arrivi, devi scrivere, devi fare le foto, contenuti per i social, collegamenti in radio, camminare, risolvere beghe tecniche e litigare con i coinquilini di appartamento. A dirlo cosi, potrebbe sembrare un incubo, o una sorta di tortura (sopratutto per la parte con i coinquilini) ma in realtà è molto motivante.

Questa mattina, dopo un discutibile caffè, ci siamo messi al lavoro. Il primo tifoso che abbiamo incontrato non era della Fiorentina però, ma il tassista che ci ha portato allo stadio della finale e che tifava rigorosamente Olympiacos. Anche se ha detto di essere fiducioso, in realtà il suo volto diceva il contrario. Noi invece, ci siamo subito esaltati quando abbiamo visto un ragazzo su un motorino con la maglia di Batistuta. Che fosse un tifoso del AEK che tifa solo contro l’Olympiacos o un tifoso della Fiorentina già pronto per la partita di domani, a noi non ci è cambiato niente e siamo partiti in coro: “La maglia della Fiorentinaaaaaa”, quasi come se fossimo sorpresi di vedere la maglia di una delle squadre che domani giocano la finale. Sarà perche le raccomandazioni della UEFA di non indossare le maglie di calcio ci hanno intimorito un po’. Questo sicuramente cambierà nelle prossime ore e vedremo un fiume viola per le strade di Athene. 

Dopo quaranta minuti di taxi siamo arrivati allo stadio per la rifinitura della Fiorentina. Uno stadio nuovo di 30.000 posti che ti fa pensare il solito “ma perché noi no?”, ma questo discorso lasciamolo stare ora. La squadra, almeno per quello che abbiamo visto, sembrava serena, tranquilla. Qualche risata e applausi durante il torello. Domani sarà un altro giorno, il giorno della finale, la Finale. 

Sponsor

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies