Una lettera dalla zona di via Mariti, a Firenze, dove c'è il cantiere del crollo nella costruzione del supermercato Esselunga, segnala che adesso la zona è colpita dallo spaccio. La residente Elena Viti, a nome anche degli altri abitanti, scrive al prefetto Francesca Ferrandino, al questore Maurizio Auriemma, al sindaco Sara Funaro e al presidente del Quartiere 5 Filippo Ferraro oltrechè a organi di stampa, spiegando che "via Giovanni da Empoli nel tratto da via dei Marignolli a via Mariti, è diventata zona quotidiana di spaccio. Erano già stati visti movimenti sospetti di sera ma perfino di domenica, nel primo pomeriggio, sugli scalini dell'entrata dell'unico civico con abitazioni, tre uomini stavano palesemente spacciando. Uno era seduto sugli scalini con una busta trasparente di polvere bianca, uno a fare il palo sul marciapiede e uno a tenere d'occhio il portone. Vedendo arrivare gente hanno raccolto velocemente la roba e sono andati rapidamente verso via dei Marignolli".
"La strada chiusa da tempo e il cantiere abbandonato hanno portato velocemente a un degrado generale, dalla sporcizia, alla frequentazione di ubriachi che si fermano nel rientro del suddetto portone - riferisce la residente alle autorità - ed è diventato anche un dormitorio, una latrina a cielo aperto, e infine un luogo riparato per lo spaccio".
Inoltre, documenta ancora, "sul marciapiede transitano biciclette, motorini, monopattini che mettono a rischio il passaggio pedonale" mentre "l'arrivo di eventuali mezzi di soccorso è impedito e in caso di necessità porterebbe a dover trasportare a piedi la persona in difficoltà, magari anche sotto la pioggia, per poter raggiungere il mezzo di emergenza ché non può entrare nella strada. Senza contare la mancanza di parcheggi aumentata anche dalla trasformazione di via Mariti. I negozi risentono fortemente delle limitazioni dovute alla chiusura".
Sempre Elena Viti descrive che "ogni giorno gli autobus che transitano da via Mariti si bloccano prima dell'incrocio con via da Empoli per l'impossibilità a passare a causa di macchine parcheggiate selvaggiamente. Non si vede mai nessuna forza dell'ordine a verificare e controllare".
"La tragedia del 16 febbraio che ha portato alla morte di cinque lavoratori, per i quali ancora non è stata fatta giustizia, ha provocato a cascata una serie di problemi sempre più inaffrontabili da parte dei residenti che si sentono abbandonati da parte dell'amministrazione comunale, che non ritiene evidentemente necessario intervenire per evitare che la situazione degeneri ulteriormente", "sono state fatte molte segnalazioni ai giornali che più volte hanno riportato lo sfogo dei residenti ed è stato scritto alla sindaca ma niente è cambiato".
Per i residenti è "opportuno prevedere dei controlli frequenti, il passaggio di forze dell'ordine, l'installazione di telecamere e soprattutto la rimessa in sicurezza della strada e la riapertura della stessa. Sono ormai passati quasi sette mesi dalla tragedia e ancora non è stato attuato un piano di recupero e di riqualificazione della zona". Infine, si chiede "un urgente sopralluogo e che venga velocemente ripristinata la sicurezza dei residenti". (ANSA).
"La strada chiusa da tempo e il cantiere abbandonato hanno portato velocemente a un degrado generale, dalla sporcizia, alla frequentazione di ubriachi che si fermano nel rientro del suddetto portone - riferisce la residente alle autorità - ed è diventato anche un dormitorio, una latrina a cielo aperto, e infine un luogo riparato per lo spaccio".
Inoltre, documenta ancora, "sul marciapiede transitano biciclette, motorini, monopattini che mettono a rischio il passaggio pedonale" mentre "l'arrivo di eventuali mezzi di soccorso è impedito e in caso di necessità porterebbe a dover trasportare a piedi la persona in difficoltà, magari anche sotto la pioggia, per poter raggiungere il mezzo di emergenza ché non può entrare nella strada. Senza contare la mancanza di parcheggi aumentata anche dalla trasformazione di via Mariti. I negozi risentono fortemente delle limitazioni dovute alla chiusura".
Sempre Elena Viti descrive che "ogni giorno gli autobus che transitano da via Mariti si bloccano prima dell'incrocio con via da Empoli per l'impossibilità a passare a causa di macchine parcheggiate selvaggiamente. Non si vede mai nessuna forza dell'ordine a verificare e controllare".
"La tragedia del 16 febbraio che ha portato alla morte di cinque lavoratori, per i quali ancora non è stata fatta giustizia, ha provocato a cascata una serie di problemi sempre più inaffrontabili da parte dei residenti che si sentono abbandonati da parte dell'amministrazione comunale, che non ritiene evidentemente necessario intervenire per evitare che la situazione degeneri ulteriormente", "sono state fatte molte segnalazioni ai giornali che più volte hanno riportato lo sfogo dei residenti ed è stato scritto alla sindaca ma niente è cambiato".
Per i residenti è "opportuno prevedere dei controlli frequenti, il passaggio di forze dell'ordine, l'installazione di telecamere e soprattutto la rimessa in sicurezza della strada e la riapertura della stessa. Sono ormai passati quasi sette mesi dalla tragedia e ancora non è stato attuato un piano di recupero e di riqualificazione della zona". Infine, si chiede "un urgente sopralluogo e che venga velocemente ripristinata la sicurezza dei residenti". (ANSA).
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