Nelle vie della vita notturna fiorentina, dove gruppi di giovanissimi trascorrono la serata: basta niente per scatenare la rissa

Il consumo di bevande alcoliche è sostanzialmente la norma, quello di droga e altre sostanze stupefacenti sta diventando sempre più comune. Il tutto, con l’immenso pericolo più o meno pressante del far esplodere una rissa per qualunque, anche misero, motivo.

È il ritratto che questa mattina La Nazione dà della vita notturna fiorentina, fatta di locali pieni (ma questa, di per sé, non è certo una cattiva notizia), uso smodato di sostanze alcoliche che finiscono con l’accendere tensioni che sarebbe meglio lasciar sopite.

Tra i vari epicentri della vita notturna fiorentina, o movida, termine tornato alla ribalta negli anni del Covid, c’è sicuramente Sant’Ambrogio, frequentata da una clientela un po’ più adulta che, seduta ai tavolini o nella piazza o nelle vie circostanti, si gode una bevuta, una birra o una bottiglia di vino. Senza dimenticare, comunque, la presenza dei minimarket, nonostante l’ordinanza di chiusura alle 21 prorogata dall’amministrazione comunale nei giorni scorsi.

Frequentata da ragazzi ben più giovani è Santa Croce, dove gruppi di giovanissimi si ritrovano per trascorrere insieme la serata, bere e magari fare uso di droghe come hashish o marijuana, letteralmente bivaccando sulle scale della chiesa e o nella piazza antistante.

E basta un niente, uno sguardo mal interpretato o un gomito alzato troppo durante la serata, per far esplodere la violenza, come accaduto qualche tempo fa.

A finire alla ribalta delle cronache, scrive il quotidiano, è stata però via Verdi, teatro di una rissa gigantesca che la settimana scorsa ha coinvolto una ventina di ragazzi e come “bilancio” ne ha lasciato uno ferito alla testa. La strada è molto affollata nelle serate del fine settimana, con gruppi di giovanissimi che si ritrovano per bere e mangiare. Una vera e propria polveriera pronta ad esplodere, come testimoniano i fatti della settimana scorsa.


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