Nel cuore di Firenze, a due passi da Santa Croce, si trova un microlocale di soli 12 metri quadrati commerciali (9 calpestabili) che racchiude cucina, letto, bagno e soggiorno. L’ingresso è in via dell’Agnolo, all’interno di un ex cella del 1400 a pianterreno, senza finestre reali: l’unica apertura dà sul corridoio condominiale. Gli interni presentano muratura a vista e travi, un letto singolo e un bagno minimale con doccino e water in meno di un metro quadrato, mentre la televisione può essere vista solo dal lavello della cucina. Dettagli architettonici e rifiniture nuove cercano di rendere vivibile lo spazio, ma l’esperienza rimane al limite tra ottimizzazione e scomodità.
Il prezzo richiesto per il microlocale è di 125.000 euro, circa 10.000 euro al metro quadro, con possibilità di trattativa. Secondo l’agenzia immobiliare, l’investimento risulta interessante per chi punta alla messa a reddito tramite affitti turistici, con una possibile rendita di circa mille euro al mese. La particolarità storica dell’immobile consente di aggirare alcuni vincoli urbanistici che impedirebbero l’uso abitativo di spazi così ridotti.
Il microlocale evidenzia le difficoltà di accesso a un’abitazione per il ceto medio fiorentino: da un lato ci sono soluzioni di lusso come quelle del “cubo nero” a prezzi inaccessibili, dall’altro appartamenti minuscoli ma costosi che obbligano a compromessi importanti sul comfort. La città, così, mostra un mercato abitativo polarizzato, dove la scelta tra lusso estremo e claustrofobia diventa una costante sfida per chi cerca casa.
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