Scongiurato il licenziamento di 200 lavoratori

È stata raggiunta un'intesa tra il gruppo Amadori e le organizzazioni sindacali Fai, Flai e Uila per lo stabilimento Avicoop di Monteriggioni per il quale, nei giorni scorsi, l'azienda aveva annunciato la chiusura e il licenziamento di 200 persone.
  
È quanto annunciato, in una nota, da Fai-Cisl, Flai-Cgil e 
Uila-Uil.
  
L'intesa, raggiunta oggi presso la Regione Toscana, prevede 
un percorso di reindustrializzazione a terzi del settore non avicolo e un sostegno economico per ristorare le lavoratrici e i lavoratori, proseguono i sindacati. Alla luce di quanto sottoscritto le segreterie nazionali di Fai-Flai-Uila hanno deciso di revocare lo sciopero, previsto per domani, giovedì' 20 giugno, in tutti gli stabilimenti italiani del gruppo.

"Ringraziamo i territori e tutti i lavoratori degli stabilimenti 
Amadori che si sono mobilitati a favore dei colleghi dimostrando grande solidarietà", dichiarano Fai, Flai e Uila. "Continueremo a tenere alta l'attenzione per monitorare la rispondenza degli impegni presi dall'azienda e garantire il rispetto delle tutele alle lavoratrici ed ai lavoratori dello stabilimento di Monteriggioni".
   
Il tavolo di confronto, coordinato dal consigliere per 
lavoro e crisi aziendali di Eugenio Giani, Valerio Fabianipresente anche la vicepresidente Stefania Saccardi, è durato un'intera giornata, sottolinea la Regione Toscana. In presenza, in palazzo Strozzi Sacrati, c'erano l'azienda, le organizzazioni sindacali di settore, il Comune di Monteriggioni con il sindaco Marco Frosini e la Provincia di Siena, con il presidente David Bussagli. Tutti hanno firmato un primo verbale; il confronto proseguirà giovedì 27 giugno sempre in palazzo Strozzi Sacrati.
  
"Il confronto è ripartito grazie al lavoro condotto al tavolo 
e  proseguirà a ritmi serrati, sempre qui in presidenza  - spiega Fabiani - Mi preme sottolineare le tutele riconosciute agli avventizi, personale che altrimenti ne è privo: ancora una volta la Regione è dalla parte dei lavoratori a tempo determinato e senza tutele. Adesso il lavoro prosegue sui dipendenti a tempo indeterminato e sulla reindustrializzazione del sito, che per quel territorio è fondamentale".
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