"Salvini cancella finanziamenti a Firenze e poi farnetica con nuove ipotesi per lo stadio attaccando il Comune: siamo alla farsa". Lo afferma in una nota il rappresentante dem Federico Gianassi.
"Il ministro delle Infrastrutture nonché segretario nazionale della Lega in perenne campagna elettorale, Matteo Salvini, viene al Viola Park di Bagno a Ripoli e anziché spiegarci perché ha tagliato 30 milioni di euro sul potenziamento della rete tramviaria fiorentina attacca il Comune di Firenze. Su cosa? Sullo stadio, tema sul quale esprime una valanga di parole inutili. Sembra che Salvini, pur essendo un ministro della Repubblica, non sappia di cosa parla. È sorprendente che oggi dica che si debba ripartire ancora una volta da zero, cancellando la soluzione Franchi e ipotizzando di trovare un'area pubblica sulla quale costruire un nuovo impianto. È da 30 anni che in città se ne parla senza che quella soluzione sia
stata trovata".
Ma per Gianassi "quello che è più grave è che Salvini oggi affermi che la proroga chiesta dal Comune di
Firenze e dalla Fiorentina sui tempi dei lavori non si possa farà perché i fondi provengono dal Pnrr: il ministro sbaglia ancora, perchè le risorse del Pnrr destinate al Franchi questo governo le ha già perse come ben sappiamo, esattamente come è accaduto per lo stadio di Venezia, con la differenze che per il
capoluogo veneto è stata trovata una soluzione, per Firenze no. I fondi oggi sul Franchi provengono dal Pnc, quindi tutte risorse nazionali. La proroga quindi si può concedere: basta una semplice firma su un foglio, non servono soldi, non serve altro. L'accoglimento di questa banale richiesta consentirebbe inoltre a tutte le parti di sedersi intorno ad un tavolo per trovare le soluzioni sulle questioni aperte. Se non lo si facesse, sarebbe l'ennesimo atto di ostilità verso la Città di Firenze. Quello che però non capiscono le destre è che Firenze è una città che non si piega" e non "sopporta arroganza e discriminazioni e con questo loro atteggiamento, nel tentativo di mettere la città con le spalle al muro, riceveranno la solita risposta che i fiorentini gli dedicano: state alla larga da noi".
"Il ministro delle Infrastrutture nonché segretario nazionale della Lega in perenne campagna elettorale, Matteo Salvini, viene al Viola Park di Bagno a Ripoli e anziché spiegarci perché ha tagliato 30 milioni di euro sul potenziamento della rete tramviaria fiorentina attacca il Comune di Firenze. Su cosa? Sullo stadio, tema sul quale esprime una valanga di parole inutili. Sembra che Salvini, pur essendo un ministro della Repubblica, non sappia di cosa parla. È sorprendente che oggi dica che si debba ripartire ancora una volta da zero, cancellando la soluzione Franchi e ipotizzando di trovare un'area pubblica sulla quale costruire un nuovo impianto. È da 30 anni che in città se ne parla senza che quella soluzione sia
stata trovata".
Ma per Gianassi "quello che è più grave è che Salvini oggi affermi che la proroga chiesta dal Comune di
Firenze e dalla Fiorentina sui tempi dei lavori non si possa farà perché i fondi provengono dal Pnrr: il ministro sbaglia ancora, perchè le risorse del Pnrr destinate al Franchi questo governo le ha già perse come ben sappiamo, esattamente come è accaduto per lo stadio di Venezia, con la differenze che per il
capoluogo veneto è stata trovata una soluzione, per Firenze no. I fondi oggi sul Franchi provengono dal Pnc, quindi tutte risorse nazionali. La proroga quindi si può concedere: basta una semplice firma su un foglio, non servono soldi, non serve altro. L'accoglimento di questa banale richiesta consentirebbe inoltre a tutte le parti di sedersi intorno ad un tavolo per trovare le soluzioni sulle questioni aperte. Se non lo si facesse, sarebbe l'ennesimo atto di ostilità verso la Città di Firenze. Quello che però non capiscono le destre è che Firenze è una città che non si piega" e non "sopporta arroganza e discriminazioni e con questo loro atteggiamento, nel tentativo di mettere la città con le spalle al muro, riceveranno la solita risposta che i fiorentini gli dedicano: state alla larga da noi".
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