Il presidente della Toscana denuncia possibili profili di incostituzionalità e teme tagli ai servizi. Il centrodestra replica: «Finalmente abolita una tassa odiata»

Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani boccia il decreto del governo che prevede l’abolizione del bollo auto. «È semplice abbassare le tasse con i soldi degli altri, non ci stiamo», afferma il governatore, secondo il quale il provvedimento presenterebbe anche «profili di incostituzionalità». Giani contesta soprattutto l’ipotesi di utilizzare risorse del Pnrr destinate agli investimenti per compensare minori entrate correnti necessarie a finanziare la sanità, definendo per questo la misura un decreto «tarpa-sanità».

Critiche arrivano anche dal centrosinistra. Bernard Dika sottolinea come, dopo anni di richieste rimaste senza risposta per assumere medici e infermieri e ridurre le liste d’attesa, il governo abbia trovato improvvisamente miliardi per eliminare il bollo. Antonio Mazzeo parla di «inganno», mentre Lorenzo Falchi di Avs definisce la misura «pura demagogia» e «una grande buffonata». Francesco Casini chiede invece che la riduzione fiscale sia «seria, credibile e sostenibile», senza scaricare i costi sui bilanci regionali e sui servizi ai cittadini.

Il centrodestra difende il provvedimento. Francesco Michelotti e Chiara La Porta di Fratelli d’Italia accusano Giani di attaccare strumentalmente il governo e ricordano che il bollo è una delle tasse più detestate dai cittadini. Marco Stella e Jacopo Ferri di Forza Italia parlano invece di «una grande vittoria», rivendicando l’eliminazione di un’imposta considerata ingiusta: «Noi togliamo le tasse, la sinistra le aumenta». Lo scrive la Nazione. 

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