La Regione contesta il riparto del ministero dopo gli accorpamenti: «Una scelta punitiva». La Flc Cgil chiede una revisione immediata

La Toscana, insieme a Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna, è stata esclusa dalla distribuzione dei 19 milioni di euro stanziati per le supplenze temporanee del personale Ata nell’anno scolastico 2026/27. Le risorse consentiranno di attivare almeno 700 incarichi da assistente amministrativo, estendibili anche a tecnici e collaboratori scolastici.

Secondo il criterio adottato dal ministero dell’Istruzione, le quattro Regioni non avrebbero provveduto autonomamente al dimensionamento della rete scolastica. La Toscana contesta però la decisione, ricordando che gli accorpamenti sono stati comunque realizzati attraverso il potere sostitutivo dello Stato e la nomina di commissari. «Prima si impone il dimensionamento, poi si lasciano fuori le scuole dalle risorse necessarie per affrontarlo», denuncia Alessandra Nardini, titolare regionale della delega alla scuola, parlando di una scelta «punitiva».

Gli effetti della riorganizzazione sono già visibili, come dimostra a Firenze l’accorpamento tra i licei Michelangiolo e Galileo. La Flc Cgil Toscana sottolinea che istituti più grandi e complessi richiedono maggiori risorse amministrative e organizzative e chiede al direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Luciano Tagliaferri, di sollecitare il ministero a rivedere il riparto. Il personale Ata deve già fare i conti con organici ridotti e crescenti difficoltà nel garantire vigilanza, laboratori e servizi agli studenti. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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