Nel quartiere di Firenze prosegue la trasformazione di Palazzo Pauer in un complesso residenziale di lusso composto da otto appartamenti, un intervento che continua a suscitare preoccupazione tra i residenti per la vicinanza con il sistema monumentale del Giardino di Boboli, vincolato anche a livello UNESCO.
Il progetto ha subito diverse modifiche nel corso di circa 30 mesi, sia sul piano della proprietà — oggi riconducibile alla Palazzo Pauer Srl, con la partecipazione del magnate di Singapore Anil Thadani — sia nella configurazione dell’intervento edilizio. Il numero di appartamenti è stato più volte rivisto: da 16 unità previste inizialmente si è passati a 7 e infine agli attuali 8.
Uno dei punti più controversi riguarda l’autorimessa interrata, ampliata nel tempo in modo significativo: da un piccolo percorso ipogeo previsto in origine si è arrivati a una struttura di oltre 350 metri quadrati, con un incremento sostanziale rispetto al progetto iniziale.
Nel complesso è confermata anche la presenza di una piscina condominiale nel giardino storico, mentre la Soprintendenza ha imposto prescrizioni per limitarne l’impatto visivo rispetto al contesto monumentale della Limonaia di Boboli e delle aree adiacenti.
L’intervento si inserisce in un contesto di forte sensibilità urbanistica e culturale, con le opposizioni che denunciano il rischio di perdita di patrimonio abitativo e una trasformazione del centro storico sempre più orientata verso immobili di fascia alta.
La vicenda è ancora in evoluzione, tra varianti progettuali, autorizzazioni della Soprintendenza e preoccupazioni legate alla tutela del paesaggio storico di Firenze. Lo scrive Repubblica.
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