Il rinnovo del contratto nazionale spinge al rialzo le retribuzioni, ma la mancanza di fondi dal governo pesa sui bilanci locali per 60 milioni. Palazzo Vecchio costretto a frazionare i 360 ingressi, l'assessora Sparavigna: «Aumenti giusti, ma senza compensazioni la spesa corrente va in sofferenza»

FIRENZE – Il paradosso del rinnovo contrattuale degli enti locali rischia di paralizzare l'operatività dei Comuni toscani e di congelare centinaia di assunzioni già programmate. Come riporta il quotidiano La Repubblica, gli adeguamenti salariali previsti dal contratto nazionale — una misura attesa da anni per ridurre il divario retributivo del 30% che separa i dipendenti comunali da quelli di Regioni e ministeri — stanno generando un pesante effetto boomerang sulle casse municipali.

Senza l'erogazione di fondi compensativi da parte del governo centrale, i 280 Comuni della Toscana si trovano a dover coprire in autonomia un aggravio complessivo stimato tra i 55 e i 60 milioni di euro per garantire gli aumenti ai circa 21 mila dipendenti regionali del comparto.

La situazione a Firenze: assunzioni a scaglioni e l'allarme per i servizi

A Palazzo Vecchio l'impatto economico combinato delle due tornate contrattuali (2022-2024 e 2025-2027) equivale a un maggiore esborso di circa 23 milioni di euro. Questa contrazione delle risorse disponibili ha costretto la giunta a ridisegnare e frazionare il piano straordinario da 358 assunzioni previsto per il 2026.

Fino a questo momento l'amministrazione è riuscita a completare 173 contratti a tempo indeterminato, dando la precedenza ai settori strategici e a rischio tenuta:

  • Scuola: 122 nuovi ingressi tra educatori e personale scolastico.

  • Polizia Municipale: 51 nuovi agenti immessi in servizio.

«Entro la fine dell'anno chiameremo gli altri 185 posti rimanenti — assicura l'assessora al personale Laura Sparavigna —. Gli aumenti contrattuali erano sacrosanti, ma l'assenza di compensazioni adeguate da parte dello Stato ha finito per penalizzare fortemente la spesa corrente. Il governo deve intervenire al più presto, perché sono i Comuni a garantire sul campo il funzionamento dei servizi essenziali per i cittadini.»

Il congelamento temporaneo delle graduatorie e il rallentamento del ricambio generazionale mettono in difficoltà settori chiave come l'ambiente e rischiano di frenare progetti strategici, tra cui la nascita del nuovo Ufficio Clima promosso dalla sindaca Sara Funaro. Il tutto in una città dove Palazzo Vecchio deve già fare i conti con la "fuga" del personale neoassunto a causa dell'alto costo della vita, contrastata di recente con un incremento del salario integrativo.

La protesta dell'Anci e le difficoltà delle altre città toscane

L'allarme lanciato da Firenze è condiviso da tutta la rete amministrativa regionale, come sottolineato da Filippo Vagnoli, sindaco di Bibbiena e delegato all'economia per Anci Toscana, che chiede lo stanziamento di risorse dedicate all'interno della prossima legge di bilancio per evitare il taglio dei servizi ai cittadini.

La situazione appare critica in diverse realtà della regione:

  • Livorno: su 100 assunzioni programmabili per il 2026, la giunta guidata dal sindaco Luca Salvetti è riuscita a perfezionarne soltanto 35.

  • Pistoia: il sindaco Giovanni Capecchi segnala che il bilancio del 2027 sarà gravato da un extra-costo di 1,3 milioni di euro di sola spesa corrente per il personale, con la reale difficoltà di coprire anche soltanto il semplice turnover dei pensionamenti.

  • Prato: pur avendo salvaguardato le manovre per il 2026, il sindaco Matteo Biffoni esprime forte preoccupazione per gli equilibri di bilancio del 2027.

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