Favorire gli affitti di lungo periodo, recuperare immobili sfitti e coinvolgere le imprese nell’offerta di abitazioni accessibili. Sono alcune delle proposte dei docenti del Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa dell’Università di Firenze per affrontare una crisi abitativa che penalizza studenti, lavoratori e famiglie.
Luca Bagnoli propone un’offerta residenziale stabile, con orizzonti di 30-50 anni, sostenuta da enti pubblici e grandi proprietari attraverso canoni economicamente sostenibili e norme che incentivino questa destinazione. Giacomo Manetti indica invece gli alloggi aziendali come possibile risposta: i Comuni potrebbero individuare gli immobili inutilizzati, le fondazioni finanziarne il recupero e gli enti gestori assegnarli ai dipendenti a prezzi calmierati.
Sul fronte fiscale, Francesco Giunta suggerisce una riflessione sulla cedolare secca e sulla tassazione delle rendite immobiliari per riequilibrare il rapporto tra affitti brevi e residenziali. Giovanni Liberatore, richiamando il Piano Casa europeo in elaborazione, prospetta nei quartieri più sotto pressione strumenti di regolamentazione anche delle compravendite, compresa l’ipotesi di limitare le vendite ai non residenti. Propone inoltre ricerche su come i fiorentini percepiscono le trasformazioni legate al turismo. Lo scrive la Nazione.
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