FIRENZE – L'impennata dei costi dell'energia e del carburante si abbatte pesantemente sul terzo settore e sul sistema di assistenza sociale. Con il prezzo del gasolio che da settimane ha superato la soglia dei 2,20 euro al litro, le associazioni fiorentine impegnate nel trasporto delle persone con disabilità si trovano ad affrontare un'emergenza finanziaria senza precedenti. Come riporta il quotidiano La Nazione, il rischio concreto è che molti utenti bisognosi di terapie e frequenza ai centri diurni restino senza accompagnamento.
Mezzi datati e contributi tagliati: l'allarme di Anffas
A fare il punto sulle enormi difficoltà quotidiane è Ilario Fabris, rappresentante della direzione generale di Anffas Firenze, che evidenzia come l'impatto dei rincari incida in maniera drastica sui mezzi di trasporto dell'associazione, prevalentemente a gasolio:
«I mezzi sono a diesel e l’impennata del gasolio si sente più di quella della benzina — spiega Fabris —. A ciò si aggiunge un parco macchine vecchio per scarsità di fondi, quindi con consumi maggiori rispetto ai motori più recenti. Tra risorse umane, riparazioni e spese di trasporto spendiamo oltre 120mila euro l’anno: questa è la voce del bilancio che ci fa chiudere in perdita. Nonostante ciò, andiamo a prendere più di 30 ragazzi ogni mattina per garantire il servizio di cura e riabilitazione.»
A complicare la situazione è stato il taglio del contributo da parte della Società della Salute (Sds) di Firenze. Un'assenza di fondi che sta costringendo l'associazione a fare delle scelte dolorose per la gestione del servizio:
Viene garantito il trasporto solo agli utenti già in carico da tempo, per evitare di lasciarli soli da un giorno all'altro.
Stop ai nuovi ingressi, con un costo medio stimato in circa 4.000 euro all'anno per ciascun trasportato che l'associazione non è più in grado di sostenere.
Disparità territoriali e rincari a carico delle famiglie
Se da un lato i gestori faticano a coprire i costi dei viaggi, dall'altro aumenta la pressione economica sulle famiglie. Confservizi Cispel Toscana, associazione che rappresenta le imprese di servizio pubblico, lancia l'allarme sul rischio che il carovita renda accessibile il trasporto solo a chi può permetterselo.
La situazione in Toscana si presenta disomogenea. Come sottolinea Alessio Poli, direttore della Fondazione MAiC Ets e coordinatore Farmacie comunali e Sociale di Confservizi Cispel Toscana, le singole Sds applicano in modo autonomo la legge regionale 41/2005 (art. 47), che prevede la compartecipazione degli utenti ai costi dei servizi sociali in base all'Isee:
In alcune zone della regione il trasporto sociale viene garantito gratuitamente.
In altri distretti si arrivano a chiedere fino a 20 euro al giorno per un viaggio di andata e ritorno.
A Firenze sono previsti rincari fino a 50 euro mensili a carico dei nuclei familiari.
La richiesta di una regia regionale unitaria
Per evitare che la mancanza di trasporto comprometta l'esercizio stesso del diritto alla salute e alla cura, Confservizi Cispel Toscana sollecita l'avvio di un tavolo di concertazione tra la Regione e le realtà del terzo settore.
«Le famiglie sono molto preoccupate: il diritto al trasporto va garantito altrimenti viene meno anche quello alla cura — conclude Poli —. Serve una regia regionale. Come Cispel abbiamo chiesto all’assessore Monni e al direttore Torre che le Sds interrompano l’emanazione di delibere che prevedono in modo arbitrario il pagamento dei trasporti da parte delle famiglie.»
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