L’assessora regionale attacca il Governo: «Servono risorse per innovare i modelli. I problemi tra i giovani stanno esplodendo»

«Stiamo combattendo una battaglia a mani nude contro modelli che hanno bisogno di essere innovati e per farlo servono risorse». L’assessora regionale alla Salute, Monia Monni, lancia l’allarme sulla crescita dei problemi di salute mentale tra i più giovani e critica le scelte del Governo nazionale in materia sanitaria.

Monni richiama le parole del ministro della Salute Orazio Schillaci, che avrebbe chiesto altri 5,5 miliardi di euro per garantire gli stessi servizi dell’anno precedente. «È un segnale preoccupante. I soldi, però, quando si vuole, si trovano: per la difesa, per un inutilissimo ponte sullo Stretto o per un centro di detenzione disumano in Albania. Sono scelte e, a quanto pare, per loro la sanità non è mai una scelta», afferma l’assessora.

Alla carenza di risorse si aggiungerebbe un modello organizzativo che, secondo Monni, penalizza direttamente il sistema pubblico. Tra i principali ostacoli ci sarebbe ancora il limite alle assunzioni, giudicato «anacronistico», in un momento già segnato dalla difficoltà nel reperire personale sanitario.

«Facciamo fatica a trovare medici e infermieri. Quest’anno si registra un nuovo calo delle iscrizioni a Medicina e molti di quelli che si laureano scelgono alla fine il settore privato», sottolinea l’assessora.

Da qui l’affondo conclusivo sulla mancanza di investimenti dedicati al disagio psicologico e psichiatrico: «Abbiamo a che fare con problemi di salute mentale che stanno esplodendo e il Governo non mette un euro su questo». Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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