La “lenticchia d’acqua” è un fenomeno innocuo legato al ridotto deflusso, mentre per ricaricare le falde servono piogge in autunno e primavera

La presenza di alghe e piante acquatiche nell’Arno non rappresenta al momento un motivo di preoccupazione. Secondo Giancarlo Fianchisti, presidente della Canottieri Comunali, nonostante la siccità estiva la situazione è migliore rispetto al passato: il deflusso è buono, non ci sono cattivi odori e sono diminuiti i rifiuti lungo gli argini.

Nei giorni scorsi il fiume si è colorato di verde nella zona di Bellariva per la presenza della “Lemna minor”, conosciuta come lenticchia d’acqua o “alga paperina”. Non si tratta in realtà di un’alga, ma di una piccolissima pianta acquatica galleggiante, probabilmente arrivata da corsi d’acqua minori dopo le piogge. All’Anconella era stata invece osservata la fioritura dell’Euglena sanguinea, un’alga unicellulare dal colore rossastro.

Gaia Checcucci, segretaria generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino settentrionale, ha spiegato che questi fenomeni sono innocui e legati a un minore ricambio e a una ridotta ossigenazione dell’acqua. La portata dell’Arno resta sopra il livello minimo vitale grazie agli apporti dell’invaso di Bilancino, ma per ricaricare le falde saranno necessarie nuove precipitazioni, soprattutto nei mesi autunnali e primaverili. Los crive la Nazione. 

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies