"Il comunicato diffuso dal cosiddetto (nuovo) Partito comunista italiano sulla presidenza della Fondazione Meyer supera ogni limite tollerabile del confronto politico e assume i caratteri di un'intimidazione grave e inquietante". Così Dario Nardella, europarlamentare Pd-S&D, in merito a un comunicato del Comitato Aurora del (nuovo) Partito comunista italiano in merito alla Fondazione che raccoglie i fondi per il pediatrico fiorentino e al fatto che il console onorario di Israele Marco Carrai lascia la presidenza. Un addio per il quale nella nota si parla di "battaglia vinta" all'interno di "una guerra molto più vasta per smantellare il sistema di potere che supporta e protegge gli interessi sionisti e di cui lui rimane parte integrante".
"Nel testo - commenta Nardella - si afferma esplicitamente che sarebbe 'possibile e necessario' mettere in campo operazioni capaci di 'nuocere al nemico' e rendere singole persone 'bersaglio' dell'indignazione e della mobilitazione. Vengono indicati con nome e cognome amministratori, professionisti, docenti universitari ed esponenti delle istituzioni, inserendoli arbitrariamente in una presunta rete di potere da colpire e abbattere". Per Nardella non è "critica politica" ma un linguaggio "che richiama metodi e pagine buie della nostra storia" definire "ripetutamente una persona 'criminale di guerra', accusare procure e questure di essere asservite a interessi privati, parlare di 'nemici' ai quali nuocere e di persone da trasformare in 'bersagli'". "Ancora più grave è il tentativo di utilizzare la tragedia del popolo palestinese per alimentare una rappresentazione cospirativa e indiscriminata dei rapporti con Israele". L'europarlamentare esprime quindi "piena e incondizionata solidarietà a Marco Carrai, Eugenio Giani, Luigi Salvadori, Andrea Simoncini e a tutte le altre persone e istituzioni direttamente nominate, esposte o coinvolte attraverso insinuazioni e associazioni arbitrarie" e chiede alle autorità competenti "di valutare l'eventuale rilevanza penale delle espressioni utilizzate e adottare tempestivamente ogni misura necessaria per prevenire e disinnescare qualsiasi possibile sviluppo violento o criminale" e una "condanna netta e unanime da parte delle istituzioni e di tutte le forze politiche, sindacali e associative democratiche".
"Nel testo - commenta Nardella - si afferma esplicitamente che sarebbe 'possibile e necessario' mettere in campo operazioni capaci di 'nuocere al nemico' e rendere singole persone 'bersaglio' dell'indignazione e della mobilitazione. Vengono indicati con nome e cognome amministratori, professionisti, docenti universitari ed esponenti delle istituzioni, inserendoli arbitrariamente in una presunta rete di potere da colpire e abbattere". Per Nardella non è "critica politica" ma un linguaggio "che richiama metodi e pagine buie della nostra storia" definire "ripetutamente una persona 'criminale di guerra', accusare procure e questure di essere asservite a interessi privati, parlare di 'nemici' ai quali nuocere e di persone da trasformare in 'bersagli'". "Ancora più grave è il tentativo di utilizzare la tragedia del popolo palestinese per alimentare una rappresentazione cospirativa e indiscriminata dei rapporti con Israele". L'europarlamentare esprime quindi "piena e incondizionata solidarietà a Marco Carrai, Eugenio Giani, Luigi Salvadori, Andrea Simoncini e a tutte le altre persone e istituzioni direttamente nominate, esposte o coinvolte attraverso insinuazioni e associazioni arbitrarie" e chiede alle autorità competenti "di valutare l'eventuale rilevanza penale delle espressioni utilizzate e adottare tempestivamente ogni misura necessaria per prevenire e disinnescare qualsiasi possibile sviluppo violento o criminale" e una "condanna netta e unanime da parte delle istituzioni e di tutte le forze politiche, sindacali e associative democratiche".
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