Sono quasi 80mila gli alberi presenti a Firenze, circa 22 ogni 100 abitanti. Le specie più diffuse sono i tigli, oltre 8.400, i cipressi, più di 7.600, e i bagolari, oltre 6.600. Un patrimonio verde prezioso che, con l’intensificarsi di piogge torrenziali e forti raffiche di vento, richiede controlli sempre più accurati.
Le piante vengono valutate dagli agronomi attraverso il metodo Vta, che tiene conto di età, dimensioni, sviluppo e stato di salute. A ogni albero viene assegnata una classe di propensione al cedimento: A trascurabile, B bassa, C moderata e D estrema. Oltre 24mila piante, pari al 30,3% del totale, appartengono alla classe C. Più dell’80% di queste ha un diametro superiore ai 90 centimetri e un’età compresa fra 60 e oltre 100 anni. Il 69% del patrimonio arboreo, più di 55mila alberi, rientra invece nelle classi A e B.
In caso di allerta arancione per vento forte o temporali, Palazzo Vecchio dispone la chiusura di parchi e spazi verdi. I controlli proseguono anche dopo la fine dell’emergenza, soprattutto nelle zone in cui si sono verificati distacchi di rami o danneggiamenti alle chiome. Negli ultimi dodici mesi almeno 15 alberi sono stati danneggiati, spezzati o abbattuti, quattro dei quali in proprietà private. Non si sono registrati feriti, ma alcuni crolli hanno coinvolto auto e motorini.
«Il patrimonio arboreo è una risorsa fondamentale per la città, ma in presenza di eventi meteo intensi richiede la massima attenzione», sottolinea la vicesindaca e assessora all’Ambiente Paola Galgani. «La prudenza è fondamentale: il rischio zero non esiste e gli effetti possono manifestarsi anche dopo la conclusione del temporale. Un albero che apparentemente non presenta problemi può aver subito sollecitazioni che devono essere valutate dagli operatori».
Galgani invita quindi i cittadini ad attendere le verifiche prima di tornare a frequentare gli spazi verdi: «Il sistema si basa su prevenzione, intervento e controllo, attraverso il monitoraggio, la chiusura delle aree in caso di allerta, la raccolta delle segnalazioni e le verifiche successive». Lo scrive la Nazione.
Condividi
Attiva i cookies













