''la transizione non può avvenire calpestando il diritto internazionale''

"Verificare i legami societari con gli insediamenti illegali nei territori palestinesi. La Toscana sia apripista sul rispetto del diritto internazionale". Lorenzo Falchi, capogruppo di Avs in Consiglio regionale della Toscana annunciando la presentazione di un'interrogazione in merito al progetto agrivoltaico "Ribolla" e agli altri in corso di valutazione da parte della Regione riconducibili, si spiega in una nota, al gruppo israeliano Shikun & Binui Ltd, che figura nella banca dati dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr) in quanto impresa coinvolta in attività connesse agli insediamenti nel territorio palestinese occupato.
    "Siamo assolutamente favorevoli alla transizione energetica e non mettiamo in discussione la necessità di realizzare impianti agrivoltaici - sottolinea -. Tuttavia, la transizione non può avvenire calpestando il diritto internazionale e con soldi che derivano dalle sofferenze del popolo palestinese", dichiara Falchi. "Siamo consapevoli che il Governo Meloni non ha colpevolmente varato sanzioni economiche e che una Regione non può legiferare in materia di politica estera bocciando progetti in base a valutazioni puramente politiche. Ma la Regione, in quanto articolazione dello Stato, è tenuta al rispetto del diritto internazionale". Per Falchi "la Toscana ha già compiuto passi storici, riconoscendo lo Stato di Palestina e dichiarando di voler interrompere ogni relazione istituzionale e diplomatica con Israele. Ora chiediamo che la nostra Regione sia la prima in Italia ad attuare una valutazione concreta di questo tipo". "Dobbiamo assicurarci che nessuna concessione, beneficio o sostegno economico regionale vada a favorire entità che aggravano o contribuiscono a far permanere una situazione di illegalità internazionale - conclude -. Se dalle verifiche emergessero fondamenti in tal senso, ciò potrebbe portare al non rilascio dell'autorizzazione". 
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