Una bara bianca coperta di rose rosse e, al termine della cerimonia, palloncini liberati in cielo. Squinzano si è fermata per l’ultimo saluto a Lorena Isceri, la 45enne uccisa dall’ex fidanzato Federico Vella, che l’ha gettata dal viadotto Lora prima di togliersi la vita. Accanto al feretro i genitori Franco e Antonietta e il fratello Danilo, circondati dall’affetto dell’intera comunità.
La chiesa di Maria Regina era gremita già un’ora prima dell’inizio della messa, celebrata nel giorno del lutto cittadino. «Vorremmo prenderci un pezzo del dolore di questa famiglia e dirle che non è sola», ha affermato il parroco don Vanni Bisconti, dedicando gran parte dell’omelia al tema dei femminicidi e alla necessità di distinguere l’amore dal possesso.
«Se una persona dice no, quel no va rispettato. L’altro non ci appartiene», ha ricordato il sacerdote, invitando famiglie, scuole e mezzi di comunicazione a interrogarsi sui messaggi trasmessi ai più giovani. Toccante anche il ricordo della cugina Francesca: «Lorena voleva soltanto essere amata e, quando quell’amore non l’ha fatta stare bene, ha preteso rispetto».
In contemporanea, a Palazzo Vecchio è stato osservato un minuto di raccoglimento. La sindaca Sara Funaro ha parlato di «una ferita che ha coinvolto tutta la nostra comunità». A Firenze alcuni monumenti sono stati illuminati di rosso, così come avverrà per tutto settembre negli edifici pubblici di Squinzano. Lo scrive la Nazione.
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