Una legge regionale ad hoc per la prevenzione e il contrasto dello spreco alimentare. E' la proposta avanzata da Confcooperative Toscana alla Regione, in occasione dell'iniziativa 'La Toscana non (si) butta via' che ha fatto il punto sulla legge nazionale contro lo spreco alimentare a 10 anni dall'entrata in vigore.
"A dieci anni dalla legge contro lo spreco alimentare è arrivato il momento di aprire una nuova fase - ha detto Alberto Grilli, presidente di Confcooperative Toscana - aggiornando le norme nazionali alla luce delle esperienze maturate e dei cambiamenti intervenuti nella filiera agroalimentare. E crediamo che anche la Regione debba fare la propria parte, dotandosi di una legge specificamente dedicata alla prevenzione e al contrasto dello spreco alimentare". L'incontro ha rappresentato un momento di confronto sulla legge 166, approvata dieci anni fa grazie all'iniziativa della deputata Maria Chiara Gadda, presente oggi all'iniziativa a Firenze.
"In questi dieci anni - ha detto Gadda - abbiamo visto che i progetti di rete funzionano, ma ci sono ancora colli di bottiglia da affrontare, a partire dalla logistica: celle frigorifere, mezzi, contenitori e costi di trasporto sono indispensabili per garantire che ciò che viene donato mantenga qualità e dignità. La legge 166 e tutte le sue integrazioni sono state votate all'unanimità dal Parlamento: per questo mi aspetto che nella prossima legge di bilancio si approvi la mia proposta, sostenendo concretamente chi dona e chi recupera e rafforzando una rete capace di trasformare ciò che rischia di diventare rifiuto in una risorsa per le persone e per le comunità".
Per la presidente del Consiglio regionale, Stefania Saccardi, "a dieci anni dalla legge 166 la sfida contro lo spreco alimentare resta più attuale che mai. Dobbiamo continuare a prevenire gli sprechi, recuperare le eccedenze e redistribuirle a chi ne ha bisogno, mettendo in connessione istituzioni, imprese, terzo settore e mondo della ricerca. La Toscana ha costruito in questi anni una rete importante: ora dobbiamo trasformare questa esperienza in una politica sempre più strutturale, capace di unire sostenibilità, valorizzazione delle risorse e contrasto alla povertà alimentare".
"A dieci anni dalla legge contro lo spreco alimentare è arrivato il momento di aprire una nuova fase - ha detto Alberto Grilli, presidente di Confcooperative Toscana - aggiornando le norme nazionali alla luce delle esperienze maturate e dei cambiamenti intervenuti nella filiera agroalimentare. E crediamo che anche la Regione debba fare la propria parte, dotandosi di una legge specificamente dedicata alla prevenzione e al contrasto dello spreco alimentare". L'incontro ha rappresentato un momento di confronto sulla legge 166, approvata dieci anni fa grazie all'iniziativa della deputata Maria Chiara Gadda, presente oggi all'iniziativa a Firenze.
"In questi dieci anni - ha detto Gadda - abbiamo visto che i progetti di rete funzionano, ma ci sono ancora colli di bottiglia da affrontare, a partire dalla logistica: celle frigorifere, mezzi, contenitori e costi di trasporto sono indispensabili per garantire che ciò che viene donato mantenga qualità e dignità. La legge 166 e tutte le sue integrazioni sono state votate all'unanimità dal Parlamento: per questo mi aspetto che nella prossima legge di bilancio si approvi la mia proposta, sostenendo concretamente chi dona e chi recupera e rafforzando una rete capace di trasformare ciò che rischia di diventare rifiuto in una risorsa per le persone e per le comunità".
Per la presidente del Consiglio regionale, Stefania Saccardi, "a dieci anni dalla legge 166 la sfida contro lo spreco alimentare resta più attuale che mai. Dobbiamo continuare a prevenire gli sprechi, recuperare le eccedenze e redistribuirle a chi ne ha bisogno, mettendo in connessione istituzioni, imprese, terzo settore e mondo della ricerca. La Toscana ha costruito in questi anni una rete importante: ora dobbiamo trasformare questa esperienza in una politica sempre più strutturale, capace di unire sostenibilità, valorizzazione delle risorse e contrasto alla povertà alimentare".
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