Federalberghi: luglio e agosto sotto le aspettative. Bocca: «Se le temperature continueranno così, sarà un grosso problema»

Le temperature superiori ai 40 gradi hanno frenato il turismo estivo a Firenze. Dopo una primavera incoraggiante, luglio e agosto hanno registrato una flessione di circa il 15% rispetto allo stesso periodo del 2025, con conseguenze per alberghi, negozi e attività del centro.

A mancare sono stati soprattutto i turisti europei e le famiglie che tradizionalmente inseriscono una tappa nelle città d’arte durante i viaggi verso le località balneari. Le ripetute ondate di calore hanno spinto molti visitatori a scegliere direttamente il mare, la montagna o destinazioni più fresche, oppure a ridurre la durata del soggiorno.

«Le ondate di calore hanno messo in crisi tutte le città d’arte italiane», spiega il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca. Secondo Bocca, il problema non riguarda i prezzi: «Se non c’è domanda possiamo anche offrire camere a prezzi stracciati, ma i clienti, se fa caldo, non verrebbero a Firenze neanche se gliele diamo gratis». Per questo, aggiunge, la politica deve occuparsi del clima e dei suoi cambiamenti.

Gli operatori guardano adesso a settembre e ottobre per recuperare parte delle perdite. Le prenotazioni sarebbero in linea con quelle degli anni precedenti e lasciano intravedere una ripresa. Resta però l’interrogativo sul futuro delle città d’arte, chiamate ad adattarsi a estati sempre più torride e a rendere sostenibile la visita anche nei periodi di caldo estremo. Lo scrive la Nazione.

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