Il Quartiere 2 ha parlato chiaro: Le Civette devono restare a San Salvi

Queste le dichiarazioni delle esponenti di Firenze Democratica:

“Ieri sera il Consiglio di Quartiere 2 ha approvato all’unanimità la mozione che avevamo presentato per difendere la RSA pubblica Le Civette di San Salvi. La mozione, proposta da Serena Berti (Firenze Democratica) e Lorenzo Palandri (Sinistra Progetto Comune), è stata fatta propria da tutti i gruppi consiliari.

Il Consiglio ha dato mandato al Presidente Michele Pierguidi di:

* chiedere in Società della Salute il mantenimento della RSA e il ripristino dei 40 posti, con un cronoprogramma verificabile;

* opporsi a ogni ipotesi di chiusura, dismissione o sospensione definitiva della RSA;

* chiedere ad ASL ed ESTAR che la prossima gara garantisca 40 posti RSA e 15 posti di Centro Diurno, con tutela del personale;

* garantire la continuità assistenziale, organizzando i lavori per fasi e limitando, ove possibile, il trasferimento degli ospiti;

* sospendere ulteriori riconversioni degli spazi della RSA e, se necessario, verificare la rimodulazione degli interventi PNRR;

* promuovere il ripristino del Centro Diurno per persone con demenza e Alzheimer nel Quartiere 2;

* rappresentare formalmente la posizione del Quartiere nella Società della Salute e acquisire gli esiti dell’incontro con familiari e sindacati;

* riferire al Consiglio sugli sviluppi: posti RSA, Centro Diurno, lavori, interlocuzioni istituzionali ed eventuali progetti di riconversione.

Il Quartiere 2 ha parlato chiaro: Le Civette devono restare a San Salvi, come presidio pubblico al servizio del territorio. Il mandato è chiaro, e ci auguriamo che il presidente Pierguidi voglia adesso davvero spendersi per partecipare ai tavoli in corso e far sentire la voce del territorio. 
Ci auguriamo altresì che la commissione servizi sociali calendarizzi al più presto la mozione che abbiamo depositato in consiglio comunale, trattandosi non solo di un tema legato al quartiere, ma di come si intendono e si sostengono le politiche socio sanitarie in città”. 

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