La nuova legge elettorale punta a garantire maggiore stabilità: la coalizione capace di ottenere almeno il 42% dei voti potrà governare per cinque anni, indicando già il nome del premier. Secondo il centrodestra, il nuovo sistema impedirà che forze sconfitte alle urne possano successivamente arrivare al governo attraverso accordi parlamentari.
La riforma prevede anche il ritorno delle preferenze, consentendo agli elettori di scegliere una parte dei parlamentari e riducendo così il peso delle segreterie di partito. Viene inoltre assicurata l’alternanza di genere, mentre le forze politiche potranno decidere di candidare donne come capolista.
L’accordo raggiunto sulla legge viene indicato come una nuova dimostrazione della compattezza del centrodestra. «Abbiamo fatto prevalere la linea comune e trovato una sintesi senza nascondere le differenze», è la posizione espressa dalla coalizione, che sottolinea invece le divisioni presenti nel centrosinistra. Lo scrive la Nazione.
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