"Senza voler fare allarmismi" ma "le aziende sono in enorme difficoltà: è una difficoltà economica che poi si riflette in termini di difficoltà finanziaria, con possibili ricadute anche da un punto di vista occupazionale e della sostenibilità ambientale, perché dove non c'è agricoltura, non c'è presidio del territorio, non c'è il controllo di tutti quei fenomeni estremi legati in qualche modo anche al cambiamento climatico". Lo ha affermato Francesco Colpizzi, presidente dell'Unione Agricoltori di Firenze, a margine dell'assemblea dell'associazione tenutasi oggi. "Il costo dei fertilizzanti - ha ricordato -, a seguito della crisi in Medio Oriente, della guerra russo-ucraina e soprattutto della chiusura dello Stretto di Hormuz, ha visto un incremento medio di oltre il 50%, quindi è inevitabile che i costi di produzione si riflettano anche sui prezzi di vendita sebbene questi non coprano, se non in minima parte, l'aumento dei costi dei fattori della produzione". Per Colpizzi "è un fatto ormai evidente e conclamato che le aziende non stanno lavorando con profitto, sia per quanto riguarda la produzione di commodities, quindi dal grano ai semi oleosi, al mais, che comunque interessano in maniera un po' più marginale il sistema agricolo della nostra provincia, ma anche per quanto riguarda ad esempio la produzione dell'olio d'oliva, che riguarda la produzione del vino, e che riguarda anche la produzione di ortofrutta".
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