"Il volto delle campagne intorno a Firenze rischia di cambiare in modo profondo se non riusciamo a mantenere viva la presenza delle imprese agricole". Lo ha affermato Francesco Colpizzi, presidente dell'Unione degli agricoltori di Firenze, nel corso dell'assemblea generale di oggi. Secondo i dati Irpet, negli ultimi 35 anni la superficie agricola utilizzata nella provincia fiorentina ha perso 58mila ettari, una superficie pari a quella dei comuni di Greve, San Casciano, Figline, Fiesole e Pontassieve messi insieme.
Dal 2010 al 2020 le superfici coltivate sono ulteriormente crollate del 13,64%, più di quattro volte il calo registrato in Italia (-3,31%). Nel territorio fiorentino il 54,8% delle aziende agricole ha un conduttore ultrasessantenne e solo il 6,9% è gestita da giovani, contro il 9,3% a livello nazionale, con un'età media degli agricoltori di 62 anni. "Un giovane deve poter vedere nell'impresa agricola un progetto di vita e di lavoro, non una scommessa senza prospettive", sottolinea Colpizzi.
Dunque, ha affermato Colpizzi, "chiediamo all'Unione Europea una inversione dell'approccio: la cosiddetta politica agricola assomiglia sempre di più a una sommatoria di sussidi. Gli agricoltori non vogliono i sussidi, gli agricoltori vogliono delle misure che li mettano nelle condizioni di poter lavorare. I negoziati per la modifica della Pac presentano enormi rischi soprattutto per un'agricoltura, quella fiorentina, che è legata a tutte le iniziative connesse allo sviluppo rurale. Con l'adozione del cosiddetto fondo unico corre il rischio di poter perdere gran parte delle risorse che finora la Pac aveva assicurato alle nostre imprese".
Dal 2010 al 2020 le superfici coltivate sono ulteriormente crollate del 13,64%, più di quattro volte il calo registrato in Italia (-3,31%). Nel territorio fiorentino il 54,8% delle aziende agricole ha un conduttore ultrasessantenne e solo il 6,9% è gestita da giovani, contro il 9,3% a livello nazionale, con un'età media degli agricoltori di 62 anni. "Un giovane deve poter vedere nell'impresa agricola un progetto di vita e di lavoro, non una scommessa senza prospettive", sottolinea Colpizzi.
Dunque, ha affermato Colpizzi, "chiediamo all'Unione Europea una inversione dell'approccio: la cosiddetta politica agricola assomiglia sempre di più a una sommatoria di sussidi. Gli agricoltori non vogliono i sussidi, gli agricoltori vogliono delle misure che li mettano nelle condizioni di poter lavorare. I negoziati per la modifica della Pac presentano enormi rischi soprattutto per un'agricoltura, quella fiorentina, che è legata a tutte le iniziative connesse allo sviluppo rurale. Con l'adozione del cosiddetto fondo unico corre il rischio di poter perdere gran parte delle risorse che finora la Pac aveva assicurato alle nostre imprese".
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