"Sanità pubblica patrimonio da difendere: il Governo non lo fa". Così l'assessora alla sanità della Toscana Monia Monni, ieri a margine della visita dell'ospedale di Campostaggia a Poggibonsi (Siena) incontrando i giornalisti.
"In Toscana - ha detto Monni - abbiamo 46 ospedali e all'interno di aree vaste e omogenee non tutti possono continuare oggi a fare le stesse cose. Bisogna lavorare per la loro specializzazione". "In questo modo - racconta l'assessora - si eviteranno duplicati, si eviterà di andare sotto certe soglie che non valgono solo per i punti nascita, faremo risparmiare anche il sistema sanitario ma garantiremo soprattutto una risposta ancora più efficiente ai cittadini, con la capacità dei professionisti di lavorare in rete ed accrescere le loro competenze". "Da questo punto di vista chiederemo alle altre Asl - annuncia Monni - di adottare le stesse linee di indirizzo che un mese fa ha già preso l'Asl Toscana Sud Est: una delibera pensata per innovare e rafforzare il ruolo di tutti gli ospedali delle rete, compresi i più piccoli, ma che consentirà allo stesso tempo di far fronte al tema della sostenibilità". Potrebbe però non bastare, di fronte ad alcune scelte del Governo. "Analizziamo ad esempio - dice - la decisione di cancellare parzialmente il bollo auto per il 2027, che è tassa regionale, senza garantire comunque un'adeguata compensazione nelle casse delle Regioni. Alla Toscana il prossimo anno potrebbero arrivare 200 milioni in meno: risorse già utilizzate per la sanità". "Duecento milioni sono tanti - spiega l'assessora -: vuol dire rinunciare a qualcosa, vuol dire costringere a fare un'operazione di snellimento del servizio che non avevamo mai fatto, perché fino ad oggi cambiando e innovando i modelli organizzativi, pur con meno soldi di quanto ne serverebbero di fronte a bisogni che crescono, pur con poco personale a causa anche di una forte crisi vocazionale di cui nessuno si fa carico, siamo riusciti a tenere ed anzi crescere, garantendo servizi migliori ed addirittura intervenendo sulle liste d'attesa". "Però - prosegue - c'è un limite e quel limite il Governo lo sta superando. Il ministro alla salute Schillaci ha chiesto cinque miliardi e mezzo in più per tenere l'attuale livello dei servizi. Non ci saranno e avremo duecento milioni in meno solo in Toscana".
Quanto al bilancio 2026 della sanità toscana e ai 130 milioni che mancherebbero, Monni risponde: "Non siamo preoccupati - dice - e stiamo mettendo in campo tutti i correttivi e le misure che ci consentiranno di stare dentro un contributo con risorse regionali alla sanità che andrà sostanzialmente a sovrapporsi all'addizionale Irpef: un sacrificio che serve a tenere insieme un sistema pubblico sempre più in difficoltà".
"In Toscana - ha detto Monni - abbiamo 46 ospedali e all'interno di aree vaste e omogenee non tutti possono continuare oggi a fare le stesse cose. Bisogna lavorare per la loro specializzazione". "In questo modo - racconta l'assessora - si eviteranno duplicati, si eviterà di andare sotto certe soglie che non valgono solo per i punti nascita, faremo risparmiare anche il sistema sanitario ma garantiremo soprattutto una risposta ancora più efficiente ai cittadini, con la capacità dei professionisti di lavorare in rete ed accrescere le loro competenze". "Da questo punto di vista chiederemo alle altre Asl - annuncia Monni - di adottare le stesse linee di indirizzo che un mese fa ha già preso l'Asl Toscana Sud Est: una delibera pensata per innovare e rafforzare il ruolo di tutti gli ospedali delle rete, compresi i più piccoli, ma che consentirà allo stesso tempo di far fronte al tema della sostenibilità". Potrebbe però non bastare, di fronte ad alcune scelte del Governo. "Analizziamo ad esempio - dice - la decisione di cancellare parzialmente il bollo auto per il 2027, che è tassa regionale, senza garantire comunque un'adeguata compensazione nelle casse delle Regioni. Alla Toscana il prossimo anno potrebbero arrivare 200 milioni in meno: risorse già utilizzate per la sanità". "Duecento milioni sono tanti - spiega l'assessora -: vuol dire rinunciare a qualcosa, vuol dire costringere a fare un'operazione di snellimento del servizio che non avevamo mai fatto, perché fino ad oggi cambiando e innovando i modelli organizzativi, pur con meno soldi di quanto ne serverebbero di fronte a bisogni che crescono, pur con poco personale a causa anche di una forte crisi vocazionale di cui nessuno si fa carico, siamo riusciti a tenere ed anzi crescere, garantendo servizi migliori ed addirittura intervenendo sulle liste d'attesa". "Però - prosegue - c'è un limite e quel limite il Governo lo sta superando. Il ministro alla salute Schillaci ha chiesto cinque miliardi e mezzo in più per tenere l'attuale livello dei servizi. Non ci saranno e avremo duecento milioni in meno solo in Toscana".
Quanto al bilancio 2026 della sanità toscana e ai 130 milioni che mancherebbero, Monni risponde: "Non siamo preoccupati - dice - e stiamo mettendo in campo tutti i correttivi e le misure che ci consentiranno di stare dentro un contributo con risorse regionali alla sanità che andrà sostanzialmente a sovrapporsi all'addizionale Irpef: un sacrificio che serve a tenere insieme un sistema pubblico sempre più in difficoltà".
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