Frescobaldi propone di contenere la produzione per evitare nuove giacenze in un mercato dai consumi più prudenti

La vendemmia 2026 si avvia alla conclusione con una produzione leggermente inferiore, ma con risultati qualitativi positivi. Secondo Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione Italiana Vini, l’inverno piovoso e la neve hanno creato una riserva d’acqua che ha aiutato le vigne a superare i mesi caldi. «Dal punto di vista agricolo è stata una buona annata», osserva.

La quantità più contenuta potrebbe aiutare le aziende a non accumulare prodotto in una fase di consumi deboli. «La soluzione è diminuire la resa per ettaro e non espiantare le viti», sostiene Frescobaldi. Il settore sta lavorando con i consorzi e chiede alla Regione di contenere le rese, senza aumentare ulteriormente le superfici coltivate.

Restano le difficoltà economiche. L’aumento dei costi di energia e gasolio spinge i prezzi verso un lieve rialzo, mentre la perdita di potere d’acquisto rende le famiglie più attente alle spese. Per le aziende vitivinicole la sfida è mantenere la qualità e trovare un equilibrio tra produzione e domanda.
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