FIRENZE – "Qui nessuno è straniero". La scritta – presente anche nella variante con l'asterisco inclusivo – è comparsa sugli striscioni affissi davanti a diverse scuole di Firenze e della sua provincia, dal capoluogo fino a Sesto Fiorentino e Borgo San Lorenzo. Un'iniziativa nata per esprimere solidarietà alla scuola primaria Daneo di Genova, dove nei giorni scorsi un lenzuolo recante la medesima frase era stato rimosso.
Gli striscioni sono stati esposti davanti ai cancelli dell'Itt Marco Polo e della sede di Novoli dell'istituto Sassetti Peruzzi a Firenze, all'istituto Chino Chini di Borgo San Lorenzo e al liceo scientifico Agnoletti di Sesto Fiorentino.
"Rimuovere uno striscione non cancellerà mai i valori dell'accoglienza e dell'uguaglianza. Giù le mani dalla scuola pubblica", ha dichiarato la Flc Cgil commentando la mobilitazione. "Quando si prova a censurare l'accoglienza, la risposta deve essere visibile e inequivocabile per ribadire ciò che per noi viene prima di tutto: l'uguaglianza, l'inclusione e la scuola aperta a tutte e tutti".
Nel pomeriggio la protesta si è allargata al quartiere dell'Isolotto: due ulteriori striscioni sono stati appesi sul "ponticino della Montagnola", la passerella pedonale sopra via dei Mortuli, durante un flash mob promosso dai docenti delle scuole primarie Montagnola e Petrarca (appartenenti al medesimo Istituto comprensivo). All'iniziativa hanno partecipato numerosi alunni appena usciti dalle lezioni, genitori e il presidente del Quartiere 4, Mirko Dormentoni, accompagnando l'esposizione dei lenzuoli con il coro "Qui nessuno è straniero".
"Questo flash mob è nato da tutte le docenti della scuola in un confronto condiviso e collettivo; ci siamo domandate se fosse importante tirar fuori la nostra voce e farsi sentire, e l'iniziativa è stata poi accolta con entusiasmo dai genitori", ha spiegato l'insegnante Simona Menghini. "Questo è un quartiere multietnico e ricco di differenze culturali, proprio come le nostre classi, dove i bambini vivono una reale condivisione e un'unità nella diversità".
Rispondendo alle affermazioni del ministro Valditara, Beatrice Barbieri – docente e consigliera metropolitana delegata alla scuola – ha sottolineato: "Non c'è alcuna strumentalizzazione dietro uno striscione. Un'educatrice e un'insegnante hanno il compito civico di insegnare alle future generazioni ad esprimere il proprio pensiero con rispetto, dignità e senza violenza".
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