AGGIORNATA - Le due aziende, secondo l'originaria impostazione accusatoria, nel giugno 2020 avevano consegnato complessivamente 1.900.000 mascherine chirurgiche con "efficienza filtrante non conforme ai requisiti" previsti dalla legge, avvalendosi, senza comunicarlo al contraente pubblico, di un'articolata filiera di ditte subappaltatrici, anche a conduzione cinese, che non avrebbero garantito la qualità del processo produttivo per l'inosservanza delle norme in materia di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro. In questo modo, sempre secondo l'accusa originaria, le due aziende avrebbero ottenuto un guadagno con corrispondente danno per la Regione Toscana e la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Per gli avvocati Sandro Traversi e Nicola Badiani, difensori di Gabriele Papini, "questa sentenza ha messo in luce la situazione di emergenza assoluta vissuta nei primi mesi della pandemia, nel 2020, e l'incongruità delle pretese di Estar per la Regione Toscana e dell'avvocatura dello Stato per la Presidenza del Consiglio dei ministri e Protezione Civile, di ritenere l'appalto non conforme alla legge solo per inadeguatezze formali".
I difensori del manager di Vignoplast, Francesco Maresca e Serena Perna, hanno osservato che "dopo un lungo percorso processuale si è fatta chiarezza sull'assoluta estraneità di Samuele Vignoli rispetto alle contestazioni di truffa e frode in pubbliche forniture", "la produzione delle mascherine è un capitolo della storia italiana dove imprenditori di livello sono stati chiamati ad aiutare la popolazione per poi essere messi da parte con la illegittima risoluzione dei rapporti contrattuali".
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Assolti con formula piena a Firenze 'perchè il fatto non sussiste' i manager di due aziende, Gabriele Papini della Paimex srl e Samuele Vignoli della Vignolplast srl, dalle accuse di frode in pubbliche forniture ai danni della Estar e truffa, anche tentata, alla presidenza del Consiglio e alla Protezione Civile.
In particolare erano accusati di aver fornito, in piena pandemia Covid19, mascherine con "efficienza battericida inferiore a quella pattuita" e di non aver dichiarato di avvalersi di una filiera di ditte cinesi che si limitavano ad attaccare gli elastici. Assolte anche le due aziende dall'incolpazione di illeciti amministrativo.
La decisione è del tribunale di Firenze, che ha accolto la richiesta di assoluzione da parte del pm Ornella Galeotti.
Le due aziende avevano siglato un contratto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Commissario Straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica Covid-19, per produrre 93.000.000 di mascherine chirurgiche al prezzo unitario di 0,45 euro, per un importo complessivo di 41.850.000.00
Per gli avvocati Sandro Traversi e Nicola Badiani, difensori di Gabriele Papini, "questa sentenza ha messo in luce la situazione di emergenza assoluta vissuta nei primi mesi della pandemia, nel 2020, e l'incongruità delle pretese di Estar per la Regione Toscana e dell'avvocatura dello Stato per la Presidenza del Consiglio dei ministri e Protezione Civile, di ritenere l'appalto non conforme alla legge solo per inadeguatezze formali".
I difensori del manager di Vignoplast, Francesco Maresca e Serena Perna, hanno osservato che "dopo un lungo percorso processuale si è fatta chiarezza sull'assoluta estraneità di Samuele Vignoli rispetto alle contestazioni di truffa e frode in pubbliche forniture", "la produzione delle mascherine è un capitolo della storia italiana dove imprenditori di livello sono stati chiamati ad aiutare la popolazione per poi essere messi da parte con la illegittima risoluzione dei rapporti contrattuali".
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Assolti con formula piena a Firenze 'perchè il fatto non sussiste' i manager di due aziende, Gabriele Papini della Paimex srl e Samuele Vignoli della Vignolplast srl, dalle accuse di frode in pubbliche forniture ai danni della Estar e truffa, anche tentata, alla presidenza del Consiglio e alla Protezione Civile.
In particolare erano accusati di aver fornito, in piena pandemia Covid19, mascherine con "efficienza battericida inferiore a quella pattuita" e di non aver dichiarato di avvalersi di una filiera di ditte cinesi che si limitavano ad attaccare gli elastici. Assolte anche le due aziende dall'incolpazione di illeciti amministrativo.
La decisione è del tribunale di Firenze, che ha accolto la richiesta di assoluzione da parte del pm Ornella Galeotti.
Le due aziende avevano siglato un contratto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Commissario Straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica Covid-19, per produrre 93.000.000 di mascherine chirurgiche al prezzo unitario di 0,45 euro, per un importo complessivo di 41.850.000.00
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