Il Comitato Novoli denuncia prostituzione e rifiuti nelle pertinenze degli alloggi, Paulesu assicura sorveglianza e attenzione sul sito

Le 18 casette popolari provvisorie di viale Guidoni saranno smontate, restaurate e ricollocate a Rovezzano per accogliere nuove famiglie. Secondo il cronoprogramma indicativo, il trasferimento dovrebbe concludersi tra aprile e maggio 2027, mentre per giugno è previsto il ripristino dell’area.
Gli alloggi sono rimasti vuoti dall’inizio del 2025, quando gli inquilini sono stati trasferiti nelle nuove abitazioni di via Torre degli Agli dopo dieci anni di attesa, anziché i quattro inizialmente previsti. Successivamente le strutture sono state più volte occupate e sgomberate, fino alla messa in sicurezza contro le intrusioni all’inizio dell’estate.
Il Comitato Novoli denuncia però il persistere del degrado negli spazi esterni. Il cortile posteriore e la vicina cabina elettrica sarebbero utilizzati per la prostituzione, mentre un capanno sarebbe diventato un riparo per dormire. L’accesso avverrebbe dal retro, attraverso un tratto di rete abbassata.
«Dopo la pulizia di luglio, sono tornati preservativi e fazzolettini», riferisce il portavoce Patrick McKechnie, che chiede di accelerare lo smantellamento. Il timore è anche quello di nuove intrusioni negli alloggi: «La preoccupazione maggiore è che sfondino i pannelli e le casette vengano occupate di nuovo; mi auguro che il cronoprogramma venga rispettato».
L’assessore al Welfare e alla Casa Nicola Paulesu assicura che il cantiere è sorvegliato da Casa spa, con cui l’amministrazione si confronta quotidianamente. La società, spiega, ha già ripristinato le recinzioni danneggiate e rinnovato la sorveglianza attiva del sito per prevenire altri episodi. «Resta alta l’attenzione», sottolinea l’assessore. Lo scrive la Nazione. 
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