FIRENZE – La realizzazione del Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) in Toscana continua ad alimentare lo scontro politico tra livello regionale e istituzioni locali. Dopo l'annuncio del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, sull'avvio formale delle procedure per la struttura, il dibattito si sposta sulla localizzazione dell'impianto.
I consiglieri regionali di Forza Italia, guidati dal capogruppo Marco Stella e da Jacopo Ferri, hanno annunciato la presentazione di una mozione in Consiglio regionale per proporre come sede alternativa Sesto Fiorentino. Secondo gli esponenti azzurri, la soluzione ipotizzata dal governo nell'ex polverificio di Pomarino, nella frazione di Pallerone ad Aulla risulterebbe decentrata e priva dei necessari servizi di supporto. La collocazione a Sesto Fiorentino garantirebbe invece una maggiore vicinanza all'aeroporto di Peretola e ai principali snodi viari. Sulla centralità della struttura è arrivato anche l'endorsement dell'europarlamentare di Fratelli d'Italia Francesco Torselli, favorevole a un'area baricentrica della regione.
L'ipotesi di Sesto Fiorentino trova tuttavia la netta contrarietà del sindaco Damiano Sforzi, che ha ribadito il rifiuto della comunità locale in nome dei valori di accoglienza e tutela dei diritti.
Nel frattempo ad Aulla si accendono le polemiche amministrative. Il sindaco e presidente della Provincia di Massa-Carrara, Roberto Valettini, ha incontrato i rappresentanti del comitato "Uniti per Pallerone" riaffermando la propria contrarietà al Cpr. Dalle opposizioni consiliari, la civica Maria Grazia Lombardi ha sollecitato le dimissioni di Valettini dalla presidenza provinciale, accusandolo di una linea ambigua. Il primo cittadino ha respinto le accuse, spiegando che la posizione dell'ente provinciale punta a evidenziare gli aspetti critici e tecnici dell'ipotesi Pallerone per compattare il fronte del no. Lo scrive La Repubblica
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