Firenze saluta Carlo Savelli, storico professore di matematica del liceo classico Michelangiolo, scomparso lasciando un profondo dolore tra generazioni di ex studenti. Nato il 28 agosto 1957, era arrivato al “Miche” nel 1989, diventando un punto di riferimento per tanti ragazzi. I funerali si terranno oggi alle 15 nella chiesa di Sant’Egidio, all’ospedale di Santa Maria Nuova.
Colto, affidabile e attento, Savelli viene ricordato per la capacità di comprendere le difficoltà degli alunni, andando oltre il rendimento scolastico. Di fronte a un calo improvviso nei risultati, cercava di capirne le ragioni, senza fermarsi a spiegazioni sbrigative. Sapeva richiamare all’ordine, ma anche incoraggiare e aiutare i ragazzi a ritrovare fiducia nelle proprie possibilità.
«Lei ha contribuito a farmi capire che, se volevo, potevo», gli scrisse un ex studente quando, nel giugno 2019, annunciò il pensionamento. Un messaggio che restituisce il segno lasciato dal suo insegnamento, fatto di rigore e sensibilità.
Il legame con gli ex alunni emerse con forza il 16 giugno 2019, durante la festa organizzata al Teatro di Rifredi. Centinaia di persone si ritrovarono per salutarlo: qualcuno arrivò dall’estero, altri portarono i propri figli. Un incontro pieno di ricordi, tra le scherzose liste “nere” e “bianche”, i “meno” e i dadi dalle tante facce con cui sceglieva chi interrogare.
Dopo la scuola, Savelli aveva continuato a coltivare la passione per la cultura, organizzando visite per la Fondazione Santa Maria Nuova onlus, attività di cui era particolarmente orgoglioso. Nel suo ricordo è possibile fare donazioni alla Fondazione. Resta l’affetto di chi, nelle sue lezioni, ha trovato strumenti per affrontare la matematica e fiducia per crescere. Lo scrive la Nazione.
Colto, affidabile e attento, Savelli viene ricordato per la capacità di comprendere le difficoltà degli alunni, andando oltre il rendimento scolastico. Di fronte a un calo improvviso nei risultati, cercava di capirne le ragioni, senza fermarsi a spiegazioni sbrigative. Sapeva richiamare all’ordine, ma anche incoraggiare e aiutare i ragazzi a ritrovare fiducia nelle proprie possibilità.
«Lei ha contribuito a farmi capire che, se volevo, potevo», gli scrisse un ex studente quando, nel giugno 2019, annunciò il pensionamento. Un messaggio che restituisce il segno lasciato dal suo insegnamento, fatto di rigore e sensibilità.
Il legame con gli ex alunni emerse con forza il 16 giugno 2019, durante la festa organizzata al Teatro di Rifredi. Centinaia di persone si ritrovarono per salutarlo: qualcuno arrivò dall’estero, altri portarono i propri figli. Un incontro pieno di ricordi, tra le scherzose liste “nere” e “bianche”, i “meno” e i dadi dalle tante facce con cui sceglieva chi interrogare.
Dopo la scuola, Savelli aveva continuato a coltivare la passione per la cultura, organizzando visite per la Fondazione Santa Maria Nuova onlus, attività di cui era particolarmente orgoglioso. Nel suo ricordo è possibile fare donazioni alla Fondazione. Resta l’affetto di chi, nelle sue lezioni, ha trovato strumenti per affrontare la matematica e fiducia per crescere. Lo scrive la Nazione.
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