«Prima il Marco Polo, ieri il Galilei. Cambia la scuola, non cambia il copione: una minoranza rumorosa pretende di utilizzare gli istituti scolastici come megafono delle proprie battaglie politiche e ideologiche».
Lo dichiarano il Parlamentare Europeo Francesco Torselli, il Senatore Paolo Marcheschi Simone Sollazzo e Lorenzo Pantellini, Presidenti di Gioventù Nazionale Firenze Città e Provincia, commentando l’esposizione dello striscione “Qua nessuno è straniero” all’ISS Galilei.
«Il punto non è impedire a studenti o professori di esprimere liberamente le proprie idee, diritto che difenderemo sempre. Il punto è un altro: chi ha deciso che quelle idee possano essere rappresentate come la voce di un’intera scuola? C’è stata una consultazione degli studenti, delle famiglie e dell’intera comunità scolastica? Oppure, ancora una volta, pochi si arrogano il diritto di parlare a nome di tutti?».
«Siamo stanchi di vedere la scuola trasformata in terreno di conquista ideologica nel silenzio delle istituzioni. E colpisce che il Sindaco Sara Funaro, assenteista per eccellenza in Consiglio comunale e chiamata quotidianamente ad affrontare i tanti problemi irrisolti di Firenze senza ricevere risposta, trovi invece immediatamente spazio quando si tratta di intervenire su battaglie dal forte contenuto politico».
«Dopo il dibattito sullo ius scholae, adesso sembra quasi che parlare di Patria, appartenenza, identità e radici sia diventato qualcosa di cui vergognarsi. Noi rifiutiamo questa impostazione. La scuola deve trasmettere la storia, la cultura e le radici della Comunità nella quale quei ragazzi stanno crescendo».
«Non vogliamo giovani chiusi al mondo. Vogliamo esattamente il contrario: giovani capaci di confrontarsi con il mondo perché consapevoli di chi sono, da dove vengono e della civiltà alla quale appartengono. Accogliere non significa cancellarsi.».
«A chi vorrebbe ridurre identità e appartenenza a parole del passato rispondiamo con una convinzione semplice: nessuno è senza radici e nessuno deve vergognarsi delle proprie. Le scuole appartengono a tutti, non ai collettivi. E la nostra identità non si cancella con uno striscione».
Lo dichiarano il Parlamentare Europeo Francesco Torselli, il Senatore Paolo Marcheschi Simone Sollazzo e Lorenzo Pantellini, Presidenti di Gioventù Nazionale Firenze Città e Provincia, commentando l’esposizione dello striscione “Qua nessuno è straniero” all’ISS Galilei.
«Il punto non è impedire a studenti o professori di esprimere liberamente le proprie idee, diritto che difenderemo sempre. Il punto è un altro: chi ha deciso che quelle idee possano essere rappresentate come la voce di un’intera scuola? C’è stata una consultazione degli studenti, delle famiglie e dell’intera comunità scolastica? Oppure, ancora una volta, pochi si arrogano il diritto di parlare a nome di tutti?».
«Siamo stanchi di vedere la scuola trasformata in terreno di conquista ideologica nel silenzio delle istituzioni. E colpisce che il Sindaco Sara Funaro, assenteista per eccellenza in Consiglio comunale e chiamata quotidianamente ad affrontare i tanti problemi irrisolti di Firenze senza ricevere risposta, trovi invece immediatamente spazio quando si tratta di intervenire su battaglie dal forte contenuto politico».
«Dopo il dibattito sullo ius scholae, adesso sembra quasi che parlare di Patria, appartenenza, identità e radici sia diventato qualcosa di cui vergognarsi. Noi rifiutiamo questa impostazione. La scuola deve trasmettere la storia, la cultura e le radici della Comunità nella quale quei ragazzi stanno crescendo».
«Non vogliamo giovani chiusi al mondo. Vogliamo esattamente il contrario: giovani capaci di confrontarsi con il mondo perché consapevoli di chi sono, da dove vengono e della civiltà alla quale appartengono. Accogliere non significa cancellarsi.».
«A chi vorrebbe ridurre identità e appartenenza a parole del passato rispondiamo con una convinzione semplice: nessuno è senza radici e nessuno deve vergognarsi delle proprie. Le scuole appartengono a tutti, non ai collettivi. E la nostra identità non si cancella con uno striscione».
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