d agosto 2026 Firenze contava 13.902 annunci su Airbnb, collocandosi dietro Roma e Milano e davanti a Napoli e Venezia. La Toscana risultava la prima regione italiana con 72.771 annunci, circa il 12,7% del totale nazionale. Sono i dati dell’indagine realizzata da Federalberghi con Incipit Consulting e Inside Airbnb, secondo cui in Italia gli annunci sono cresciuti del 7,2% rispetto all’agosto 2025.
La ricerca evidenzia un’offerta sempre meno occasionale: il 67,5% degli annunci è pubblicato da chi gestisce più alloggi, il 57,6% delle sistemazioni è disponibile per oltre sei mesi all’anno e l’81,8% riguarda appartamenti interi. Il direttore di Confcommercio Firenze, Franco Marinoni, chiede di verificare quanti inserzionisti abbiano una partita Iva, mentre il presidente di Federalberghi Firenze, Francesco Bechi, sottolinea che il fenomeno si concentra nelle grandi città e nelle principali località turistiche, anziché dove manca offerta ricettiva.
A Firenze il tema si intreccia con la disponibilità di case per i residenti e la trasformazione dei quartieri, nonostante il regolamento comunale volto a limitare nuove attività ricettive nell’area Unesco e in alcune zone periferiche. Di diverso avviso Giovanni Bronzetti, presidente di MyGuestFriend, che contesta la ricerca: «I dati non sono questi e sono stati raccolti e interpretati male, a favore di una parte». Lo scrive la Nazione.
La ricerca evidenzia un’offerta sempre meno occasionale: il 67,5% degli annunci è pubblicato da chi gestisce più alloggi, il 57,6% delle sistemazioni è disponibile per oltre sei mesi all’anno e l’81,8% riguarda appartamenti interi. Il direttore di Confcommercio Firenze, Franco Marinoni, chiede di verificare quanti inserzionisti abbiano una partita Iva, mentre il presidente di Federalberghi Firenze, Francesco Bechi, sottolinea che il fenomeno si concentra nelle grandi città e nelle principali località turistiche, anziché dove manca offerta ricettiva.
A Firenze il tema si intreccia con la disponibilità di case per i residenti e la trasformazione dei quartieri, nonostante il regolamento comunale volto a limitare nuove attività ricettive nell’area Unesco e in alcune zone periferiche. Di diverso avviso Giovanni Bronzetti, presidente di MyGuestFriend, che contesta la ricerca: «I dati non sono questi e sono stati raccolti e interpretati male, a favore di una parte». Lo scrive la Nazione.
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